Fondazione Terina: lavoratori a Barbanti, denunciare non basta

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Lamezia Terme – Dopo l’intervento pubblico dell’onorevole Sebastiano Barbanti sulla Fondazione Mediterranea Terina, arriva la risposta di alcuni lavoratori della Fondazione. A scrivere sono cinque ricercatori, impegnati nel progetto Food@Life, di seguito la loro replica:
“Abbiamo letto – a dire il vero con stupore – del Suo intervento pubblico sulla Fondazione Mediterranea Terina successivo, evidentemente, alla Sua visita presso la sede della nostra Fondazione. Dopo quella visita – ad onor del vero – ci saremmo aspettati un plauso per l’attività da noi svolta e per la capacità di spesa raggiunta in un campo, quello dei fondi pubblici, nel quale, troppo spesso, le risorse tornano al mittente. Così non è stato per la Fondazione Mediterranea Terina che – ci permettiamo di dire anche grazie al nostro apporto – nonostante le difficoltà ed il clima costante di caccia alle streghe che si respira insopportabilmente in questa Regione (e che contribuisce al suo isolamento) è riuscita a dotare la Calabria, i suoi cittadini ed i suoi giovani talenti di una struttura che già da risposte concrete al settore dell’agroalimentare calabrese ed, in generale, alla società e all’economia. Noi dipendenti della Fondazione Terina ci siamo rimboccati le maniche, entrando in punta di piedi ed in piena trasparenza in un campo – quello del contratti pubblici – minato, ma che abbiamo tentato di percorrere senza rimanervi impantanati. Abbiamo creato una struttura che è inserita nel sistema delle Infrastrutture di Ricerca europee. A noi non sembra un risultato da poco!
Onorevole, abbiamo bisogno di politici illuminati, che sostengano il cammino della crescita e che – finalmente con i fatti e non con le parole – siano in grado di sostenere l’uscita della Calabria da questo pesante buco nero del sottosviluppo e della negatività ad ogni costo dal quale non riesce a tirarsi fuori. C’è bisogno di idee e di vere buone intenzioni, di progetti veri e di umiltà: l’umiltà che riconosce il merito e le cose buone, che vanno sostenute e supportate nel cammino dello sviluppo e non distrutte senza motivo. Noi non ci siamo tirati indietro rispetto alla sfida di un progetto che per via di ritardi accumulati, rischiava di morire: se lo avessimo fatto, nulla di tutto ciò che oggi c’è si sarebbe potuto realizzare ed il progetto Food@Life sarebbe stato null’altro che uno dei tanti fallimenti meridionali. Siamo disponibili – se riterrà di tornare nuovamente in Fondazione – ad un confronto: Le chiederemo di guardare le nostre facce, di sentire le nostre parole ed i racconti degli sforzi che abbiamo fatto: avvertirà il nostro orgoglio d’aver contribuito al raggiungimento di un traguardo importante per noi personalmente, per la Fondazione Mediterranea Terina e per la Calabria intera. Le racconteremmo, ancora, come il mancato pagamento degli stipendi – sempre da Lei inserito nel Suo ultimo intervento pubblico – sia stato sanato grazie al virtuoso lavoro ed alle attività condivise tra la Fondazione Mediterranea Terina, Regione Calabria e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria: un rapporto che – sopratutto con il contributo strategico della Regione Calabria, alla quale chiediamo di completare il cammino intrapreso e al quale Lei potrebbe dare il suo contributo costruttivo – ha fatto sì che si sanasse una vicenda lesiva delle dignità di noi lavoratori e che ora attende di essere risolta definitivamente. Il problema vero, Onorevole, è fuori dalla Fondazione Terina; il problema vero è l’attuazione della Legge Regionale 24/2013 che darà un nuovo futuro ai dipendentie potrà rilanciare la Fondazione. La vera sfida, sulla quale chiediamo il Suo aiuto, non è nel sollevare polveroni su un’attività del tutto specchiata, ma nello spingere la politica a tramutare in cose concrete le parole contenute nella citata Legge 24/2013: così – e solo così – anche Lei potrà darci una mano concreta. Denunciare le inefficienza è facile, noi ci siamo cimentati a rendere più efficiente il sistema e ci aspettiamo che anche lei lo faccia nella speranza di incontrarLa personalmente, La salutiamo distintamente”.