Lamezia: Panedigrano, prevedibile peggioramento del “Giovanni Paolo II”

Nicolino Panedigrano

Nicolino Panedigrano

Lamezia Terme – “Spiace che il Direttore Generale dell’ASP abbia frainteso le nostre affermazioni e abbia polemizzato sul nulla. Di fronte alle sedie vuote dei nostri politici abbiamo sostenuto che, a fronte dei 285 posti letto (compresi i 40 di riabilitazione da istituire nel Centro Protesi Inail) previsti nel decreto Scura n. 9/2015 in base al tasso del 3,6 per mille abitanti, nel prossimo decreto, che dovrà ridurre i posti letto al 3 per mille, è prevedibile un peggioramento della assai critica situazione del nostro ospedale, su cui rischia di abbattersi quasi per intero la riduzione dei posti letto provinciali dagli attuali 1282 a 1092, proprio mentre accanto a noi è in atto uno straordinario rafforzamento”. Lo afferma Nicolino Panedigrano che nel proseguire dichiara che “ora, tutto può dire il dottor Perri, meno che, come amava fare il suo glorioso predecessore, la causa delle carenze del nostro ospedale saremmo noi che le denunciamo e non chi si ostina pervicacemente a tenerlo fuori dalla nuova azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco e a non affidargli ruoli degni della sua storia, baricentricità, valenza strutturale”. A Panedigrano “sembra grave che quelle “sedie vuote” non si allarmino per il comportamento di uno Scura che a Lamezia chiude la terapia intensiva neonatale e a Crotone la riapre; che a Crotone promette di aprire una cardiologia con emodinamica, mentre a Lamezia non attiva il reparto di Neonatologia previsto nel suo stesso decreto 9/2015”.

Panedigrano teme che “Scura col nuovo decreto destini il Centro di Alta Specializzazione della Rete Politrauma nell’ospedale Pugliese di Catanzaro, che non è baricentrico e dove non possono atterrare gli elicotteri, requisiti che dovrebbero essere essenziali per una patologia tempo dipendente come quella politraumatica”. Ed inoltre teme che “il Direttore Perri sia presto costretto a dar seguito al decreto 68/2015, che riduce ad Emoteca il nostro Servizio Trasfusionale rendendolo dipendente da Catanzaro, e al 130/2015, che toglie il primariato ai servizi di anatomia patologica, laboratorio analisi, radiologia, trasfusionale e li priva della gestione interna. Perché questo è quel che prevedono quei due decreti commissariali”. Panedigrano inoltre sospetta che “in soldoni, che ai lametini Scura col nuovo decreto consegni un ospedale non solo senza terapia intensiva neonatale, senza servizio trasfusionale, senza microbiologia e virologia, senza oculistica, senza otorinolaringoiatria, senza neurologia, senza dermatologia, ma anche con tanti reparti senza primariato e con un taglio drastico di posti letto”. A giudizio di Panedigrano “a contrario di Scura, il dottor Perri avrebbe dovuto essere allarmato di quelle “sedie vuote” quanto e più di noi, che, non badando al loro colore politico o a chi sponsorizza chi, chiediamo solo che per non depauperare ulteriormente la nostra sanità di funzioni e risorse si provveda da subito a tagliare i 45 reparti doppi o anche tripli di Catanzaro”. Infine Panedihrano invita Perri a chiedere insieme , “al Presidente Oliverio di farsi carico di questi problemi, di adottare per l’ospedale di Lamezia gli stessi criteri adoprati per quello di Rogliano e di venire a Lamezia con Scura, prima del varo del suo nuovo decreto, per provare a costringerlo a dare quegli esempi di amministrazione imparziale per cui è stato inviato in Calabria, ma che davvero non si vedono”.