Andromeda: Gennaro Pulice, laureato in giurisprudenza

pulice-gennaro17Lamezia Terme – A Gennaro Pulice, l’ultimo collaboratore di giustizia della criminalità organizzata di Lamezia, tutti lo chiamavo con lo pseudonimo di avocato. A svelarlo è stato lo stesso collaboratore nel suo primo verbale redatto il 17 giugno dello scorso anno, quando decise, dopo essere stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Andromeda”. Soprannome che gli era stato dato dai suoi “amici”, pur non esercitando la professione, in virtù del fatto che è laureato in giurisprudenza nonché laureato in scienze giuridiche. Lo stesso, come ha dichiarato agli inquirenti, era un “libero professionista” e svolgeva anche “varie attività imprenditoriali” che andavano “dal settore immobiliare, all’edilizia, alla consulenza legale sia in Italia sia all’estero” e gestiva inoltre “una lavanderia in un centro commerciale a Serravalle Scrivia, nonché una società di consulenza denominata Pulice consultino, nonché un negozio di mobili a Lugano con all’interno uno studio di progettazione ‘Ambienti Service SA’”. In quel suo primo verbale Pulice spiega anche le ragioni del perché ha inteso diventare collaboratore di giustizia. Una scelta dettata “essenzialmente dalla volontà di assicurare un futuro migliore ai miei due figli che si chiamano(omissis) oltre alla necessità di metterli a riparo da eventuali azioni lesive nei loro confronti” e nei confronti della moglie”. Pulice “tale scelta collaborativa” l’aveva maturata “almeno nel 2008, allorquando era “detenuto presso la casa Circondariale di Catania, laddove stavo espiando una condanna per estorsione aggravata dall’articolo 7”. Nel far riferimento a tale episodio Pulice nell’esporre il contesto riferisce al magistrato che lo sta interrogando che “ricordo in particolare che in quella occasione ebbi un colloquio con il Magistrato di Sorveglianza di Catania durante il quale non riuscii a esplicitare nella maniera dovuta la mia volontà di collaborare e il colloquio si risolse in pochi minuti e sostanzialmente il Magistrato di Sorveglianza ritenne che esso fosse finalizzato ad ottenere qualche beneficio come la detenzione domiciliare per l’ultimo periodo di carcerazione”. E sempre facendo riferimento al 2008 Pulice riferisce di non ricordare “precisamente se all’epoca” depositò “la richiesta di colloquio con un magistrato della Dda di Catanzaro presso l’ufficio matricola del carcere di Catania come richiesta del colloquio con il Magistrato di Sorveglianza”. Dopo il colloquio con il magistrato di Sorveglianza Pulice “dopo pochi giorni fui trasferito presso la casa circondariale di Messina anche in conseguenza di una patologia depressiva da me sofferta e comunque dopo circa quattro mesi fui mandato agli arresti domiciliari a Catanzaro, via Romagna sino alla fine dell’espiazione pena avvenuta nel 2009 o nel 2010; credo nel gennaio 2010”. Nel suo primo verbale Pulice incomincia a raccontare il suo percorso criminale.