Lamezia Terme – E’ una vera e propria “opera narrativa criminale”, quella che ha descritto e sta descrivendo Gennaro Pulice, il penultimo dei pentiti di “casa nostra”. Descrive diversi scenari criminali. Oltre a riferire sugli omicidi, sulle estorsioni, spiega come funziona il sistema imprenditoriale lametino che dal suo punto di vista “convive” con il mondo criminale e con il quale fa affari, riescendo cosi ad ottenere appalti. Perché spiega “è facile mettere un imprenditore normale che non conosce nessuno, fa i lavori, fa il prezzo giusto, li fattura, poi se c’è l’estorsione che viene girata in altri modi, difficilmente si riesce a riscontrare questo”. Una condizione che Pulice ha definito “cultura deviata degli imprenditori” perché a molti “fa comodo questa situazione per una svariata serie di motivi, in primis la tranquillità”. Un contesto imprenditoriale che non riguarda solo il privato, ma anche il pubblico. Da esperto imprenditore, in quanto Pulice, come ha riferito, “si è sempre occupato di questo settore”, può indicare “i lavori pubblici” eseguiti, gli imprenditori che sono d’accordo, ecc.” Insomma questi imprenditori “sono una sorta di legalità sostenibile”, in altre parole un ponte tra lecito e illecito in conformità ad interessi personali o di parte, in questo caso quello delle cosche. E di imprenditori collusi che invocano e sbandierano la legalità in questa città ce ne sono molti e che spesso si rivolgono alle famiglie mafiose per risolvere i loro problemi o vincere qualche gara di appalto. Un dato che emerge dalla dichiarazioni del collaboratore di giustizia che dice “non ce ne sono vittime, c’è business”. E’ un modo per garantirsi la protezione a 360 gradi. Nel suo “racconto criminale” Pulice nel ricostruire alcuni aspetti legali al mondo del calcio, spiega al suo confessore che “il motivo per cui nasce una società di calcio è solamente per una questione di fatturazione, di sponsorizzazioni, perché – ha spiegato – le grosse società che hanno utili rilevanti a fine anno fanno lo sponsor alle squadre di calcio perché è totalmente deducibile da quelle che sono le tasse da pagare”. Pulice ha poi spiegato: “faccio lo sponsor alla squadra di calcio, quindi abbasso il mio utile, la squadra di calcio che fa, preleva i soldi, si trattiene generalmente il 5, il 10% e mi restituisce i soldi”. Pulice nel ricostruire tale scenario, sostiene che “la maggiore parte delle grosse società hanno una squadra di calcio solamente ed esclusivamente per mettere a posto i bilanci loro”.









