Lamezia: Isabela(L&L) dopo incendi mettere in sicurezza territorio

Lamezia Terme – “Un bilancio, quello del 2017, a dir poco drammatico per la Calabria, che con oltre 20.000 ettari è tra le tre regioni italiane che hanno perduto la maggior quantità di vegetazione . La nostra Lamezia Terme è stato uno dei comuni fortemente colpiti da questo evento. Ogni anno, quasi a scadenze prestabilite, si ripete questo gravissimo problema, con ingentissimi danni, sia direttamente economici che ecologici, e solo l’azione di prevenzione e di spegnimento fa si che lo stesso, possa essere contenuto e limitato”. Lo scrive in un comunicato il Consigliere Comunale di Lamezia & Libertà, Alessandro Isabella che prosegue scrivendo che “è bene ricordare che la gravità del fenomeno investe il bosco in tutte le sue molteplici funzioni, procurando danni diretti ed indiretti. I primi, facilmente valutabili, sono rappresentati dal valore della massa legnosa; i secondi, piu’ difficilmente stimabili, sono connessi alle funzioni “senza prezzo”, quali : la difesa idrogeologica, la produzione d’ossigeno, la conservazione naturalistica, il richiamo turistico, le possibilita’ di lavoro per numerose categorie”. Isabella nel suo comunicato fa rilevare che “E’ un danno alla comunità tutta, ai beni comuni, al nostro territorio, alla nostra vita. E’ giusto difendersi e far pesare una condanna totale, quale che sia l’iter giudiziario”. Ed annuncia che chiederà “al Sindaco di valutare l’ipotesi di costituzione di parte civile del Comune di Lamezia Terme in eventuali procedimenti a carico dei piromani, per i gravi danni procurati”. Secondo Isabella “c’è il fondato sospetto che ne siano responsabili persone irresponsabili con comportamenti assolutamente inqualificabili e che devono essere perseguiti con la massima durezza. Purtroppo scrive ancora Isabella – dopo questi disastri, la preoccupazione più grande è rivolta all’autunno, alle prime violente piogge: le montagne, senza la rete di protezione delle radici e interamente ricoperta da cenere e resti d’incendio, diventa fragile e pericolosa, un acquazzone intenso potrebbe trasformare il terreno in fango e poi il fango in frana. L’erosione del suolo – aggiunge – risulta tanto più pronunciata quanto maggiore è l’intensità dell’incendio, la pendenza del suolo e più abbondanti le precipitazioni. L’acqua che giunge al suolo e che non viene più trattenuta dallo strato vegetale diventa acqua di scorrimento superficiale che trascina con sè particelle di terreno”. A giudizio del Consigliere Comunale Lamezia & Libertà “per prevenire il dissesto idrogeologico è essenziale, dunque, il monitoraggio delle superfici montane e collinari percorse dal fuoco con lo scopo primario di individuare e perimetrare tali aree a rischio. In seconda fase sarà necessario valutare i livelli di danno e predisporre le migliori misure di sicurezza per le aree interessate, ed effettuare interventi come la messa in sicurezza e il consolidamento dei costoni rocciosi nelle aree in cui vengono rilevate parti o frammenti che soggetti al rischio di distacco e di caduta”. Isabella propone che “si lavori già da adesso alla prevenzione e non si attenda le piogge autunnali che rischiano di creare danni ancora più gravi. L’emergenza attuale, adesso, deve essere quella di monitorare le zone più a rischio e intervenire per tempo per evitare che si possano verificare smottamenti e frane ai primi temporali. Ogni giorno perso – prosegue – adesso è un rischio in più per la città e i cittadini dopo la stagione estiva”.la Regione Calabria ha richiesto a Luglio lo Stato di Emergenza per i danni provocati dagli incendi . Protocollerò domani una richiesta al Sindaco , all’Assessore con delega alla Protezione Civile e al dirigente di riferimento, affinché sin da subito si mettano in contatto con la protezione Civile Regionale e attivino tutte le procedure volte alla messa in sicurezza del nostro territorio”.