Lamezia: De Biase che fine farà la sanità lametina?

Lamezia Terme: Riceviamo e pubblichiamo una riflessione politica di Salvatore De Biase già Presidente Consiglio Comunale Lamezia Terme sul futuro della sanità lametina alla luce delle scelte operate in questi gironi a Catanzaro per dar vita ad una azienda ospedaliera unica. Ecco cosa domanda e spiga De Biase:

La domanda ricorrente in questo periodo è: Nascera’ finalmente la Dulbecco ??

“A Catanzaro”, la politica di dx e di sx,si è riunita in questi giorni con i vertici regionali e nazionali, come: il rappresentante Regione Calabria, i consiglieri regionali Tallini-Ferro, il Sindaco Abramo, i vari Direttori Generali, delle strutture sanitarie Catanzaresi, il Magnifico Rettore dell’Università di CZ, Prof. De Sarro, naturalmente il Commissario Scura e quanti altri presenti, ed hanno ripreso la storia della nascente struttura sanitaria, Dulbecco.

La realtà sanitaria di CZ, fa emergere : due HUB ; Tre ospedali : ciaccio- pugliese- università; Tre strutture private come : S.Anna-Villa del Sole; e Villa Serena; quattro laboratori privati; due distretti sanitari; emodinamiche-, oltre a tutto ciò si prelude la realizzanda unificazione sanitaria,“ Renato Dulbecco”, illustre figura catanzarese, insignito del premio nobel per la medicina nel 1975 –e quindi conterà sugli attuali tre plessi: quello del policlinico, quello del “Pugliese” e quello del “Ciaccio”, ognuno con le sue specifiche competenze.

A questo punto Lamezia, quale ruolo occuperà, ove la Dulbecco nascerà?? Sicuramente la Dulbecco è una scelta importante, a patto che però Lamezia , non venga tagliata fuori!!. Altrimenti la realtà equivalente sarebbe quella di assistere alla CREAZIONE DELLA CITTADELLA SANITARIA CALABRESE A CZ, in un contesto di fusione complessiva di: Università – strutture sanitarie presenti, con la destinazione, secondo parametri di almeno 850 posti letto, tutti li concentrati, con relative specialità, che richiamano flussi di finanziamenti, e perché no, il necessario bacino di utenza del lametino E NON SOLO, con il parallelismo “della morte ancora una volta, della realtà sanitaria di Lamezia e del suo comprensorio”.

Insomma con almeno 850 posti letto messi assieme, in un’unica area, Lamezia, come sopravvivrà??

L’80% dell’attrattiva sanitaria dell’intera provincia; con tutte le attività specialistiche, solo da una parte, Catanzaro, impone strategicamente il tentativo di diventare possibilmente “ soci”nella Dulbecco, e riscuotere una quota societaria in servizi e competenze. Infine Lamezia sanitaria verrebbe ad essere ancora una volta “spacchettata” ,quale “centro di raccolta, di transito e di smistamento “e resa area utile a CZ.Con prezzo salatissimo.

Ecco perché si rende necessario il rilancio della centralità di LAMEZIA, la quale dispone, è bene ripeterlo: di infrastrutture notevoli come aeroporto, FS, Autostrada, baricentrica, ecc, tutti al servizio di CZ e dell’Intera regione. cosa capitalizza per questo ?? Punizioni territoriali !!!

Convince la presentazione di una idea di sanità a carattere regionale, come la DULBECCO, ma Lamezia ne dovrà far parte !!! Va considerato altresì che lo SPOKE di Vibo Valentia gradualmente si rivolge al nostro presidio ospedaliero, con una mobilità attiva che richiama altre specialistiche, anche di tipo chirurgiche-urologiche, diversamente, lo SPOKE attuale, è una sorta di polpetta avvelenata, e l’ospedale lametino, non avrà più la forza di competere e permanere nel contesto del territorio;

In tale contesto alcune domande si pongono, al Presidente Oliverio, al Commissario Scura e a quanti tengono alle sorti di una sanità equilibrata:

Perché favorire un’unica area come quella Catanzarese?

Perché continuare a spalmare risorse notevoli, non già sull’intera provincia sanitaria di Cz, bensì nel solo comune di CZ ??

Perché non considerare il bacino di utenza unico e non separati (tra asp-CZ e il Pugliese-Università) e nell’ambito totale delle funzioni diversificare le aree specialistiche??

perché sul piano risparmio, non vengono tagliati i doppioni su cz ed affidati di conseguenza a Lamezia di modo che, con 20 minuti su può andare anche a CZ-Germaneto, ma anche l’inverso??

perché la ricerca e la realizzazione di nuovi ospedali, nel mentre Lamezia sanitaria è nata per circa 600, posti letto?

perché si investe sproporzionatamente su Catanzaro dove risiedono 95,00 abitanti e non su Lamezia con circa 80,00. e quindi sul primo si investono notevoli risorse, specialistiche e posti letto, e Lamezia viene svuotata e utilizzata quale bacino di utenza utile alla sanità Catanzarese;

Quanti per esempio sosterranno l’idea di una “officina trasfusionale in un’area centrale” quale Lamezia Per concorrere differenziare e non competere in un progetto di scambi e di integrazione con la sanità catanzarese, individuabile per esempio, nell’area di Terina” concentrare le lavorazioni e gli esami sul sangue raccolto, in unica sede raggiungibile nel più breve tempo da tutte le parti, con spazi adeguati, Personale dedicato in un’area scelta fuori dalle grandi Città.?

Rettore Prof. De Sarro, si disporrebbe a favorire la struttura delle attività riguardanti le malattie infettive , dove sono già autorizzate 2 posti letto, gestite dal Prof. Torti, e quest’ultimo è disponibile a realizzare i suoi traguardi su Lamezia in un contesto di fusione delle Dulbecco, che tenga conto dell’area Lametina e della sua struttura?

In un quadro complessivo unificato, sarà possibile avere su Lamezia i Medici in formazione universitaria, destinati nella nostra struttura, magari anche per tirocini pre-laurea e post, per le attività di specializzazione ??

Ed ancora, se l’attività di Direzione di Struttura del Centro Protesi Inail, destinata all’Università, perché non favorire la crescita dei processi di diagnosi e cura su Lamezia ??

In una sola battuta, ove malauguratamente Lamezia non dovesse occupare il giusto ruolo nella nascente struttura sanitaria regionale, “Dulbecco”, si ipotizzerebbe “ tra Lamezia e CZ, una sorta di “strada dei cipressi”, in quanto Lamezia sanitaria, risulterebbe la sede dei trasferimenti dei malati gravi verso CZ, quindi causa di ritardi per cure urgenti, e sovraffollamento di strutture catanzaresi, in quanto mancherebbero i filtri territoriali, necessari.

Lamezia oggi conta,almeno 53,000 accessi di P.S., Catanzaro al Pugliese Ciaccio, ne Lamentano altrettanto, solo che Lamezia è SPOKE e CZ è HUB; Su Catanzaro vi sono tanti percorsi sanitari verticali e forse non idonei totalmente, Lamezia di contro, li detiene tutti in orizzontali; e nell’insieme in Calabria emerge che tra i posti letto assegnati e il personale necessario, vi è una disparità concreta, vera faglia per una cura adeguata che di fatto provoca emigrazioni e costi.Ecco perché il riordino sanitario complessivo e per la parte che interessa è più che mai da attenzione, per creare una sanità corrispondente ai bisogni della Calabria e specificatamente della nostra Provincia.