Lamezia: inaugurata “una stanza tutta per sé” al comando Gruppo Carabinieri

Lamezia Terme – “Oggi avviene l’inaugurazione di una stanza tutta per sé, nella caserma dei Carabinieri di Lamezia Terme. E’ una stanza dedicata alle donne,nella quale potranno trovare il conforto necessario per denunciare le violenze subite. Questa stanza oltre ad essere una stanza confortevole, è anche dotata di un sistema di videoregistrazione, per video registrare la deposizione delle donne vittime di violenza, e ridurre così al minimo l’impatto psichico, psicologico che c’è inevitabilmente in queste situazioni”, sono le parole utilizzate dal Lucia Greco, presidente del Club Soroptimist Lamezia, nell’annunciare questa mattina l’inaugurazione nella Caserma del Comando Gruppo Carabinieri Lamezia, “della stanza tutta per sé” destinata all’audizione protetta dei minori e delle donne vittime di violenza. Un realizzazione che per il colonnello Massimo Ribaudo, Comandante del Gruppo Carabinieri Lamezia Terme “è certamente una straordinaria opportunità avere la disponibilità di una stanza tutta per sé, per le audizioni protette, sia delle vittime delle violenza di genere e anche per i minori, e per i minori che sono testimoni di violenza domestica. E’ certamente una grande opportunità che si unisce alla competenza professionale di alcuni nostri militari che sono stati formati specificatamente per l’incarico e per l’audizione protetta dalle vittime”. E, ad una domanda dei giornalisti sul punto di vista dei dati e sui casi affrontati sulla violenza di genere, il Comandante dell’Arma ha fatto presente che “ci sono diversi casi anche agli onori della cronaca. Sono stati due i fatti particolarmente gravi:uno che riguarda i noti fatti di Gizzeria con una donna che è stata sottoposta a sevizie per oltre un decennio. Abbiamo anche proceduto recentemente a un’operazione per quanto riguarda la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento alla prostituzione di alcune ragazze nigeriane, che poi grazie ai centri antiviolenza sono state affidate al percorso che potrà consentire loro l’inserimento nella società civile”.
Presenti molte autorità civili, militari, tra questi il presidente del Tribunale di Lamezia Terme Bruno Brattoli, il capo della procura della Repubblica Salvatore Curcio,  il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Marco Pecci, il comandante della compagnia carabiniri Lamezia, Capitano Tribuzio, il comandante del Gruppo della Gdf, colonnello Bianco,   il vescovo di Lamezia Monsignor Cantafora, il Presidente dell’Ordine degli Avcocati di Lamezia Terne, avvocato Antonello Bevilacqua e tanti rappresentanti delle associazioni, del mondo del volontariato, e delle scuole che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.
A spiegare nel dettaglio il progetto è stata Patrizia Salmoiraghi, Presidente Nazionale di Soroptimist International, chiarendo anche come quella di oggi non sia un’iniziativa isolata, al contrario, “va dalle Alpi alla Sicilia, per dimostrare che siamo impegnati su tutto il territorio nazionale.Siamo quasi 6.000 in Italia, abbiamo circa 150 club su tutta la penisola, per cui noi cerchiamo sempre di fare dei progetti nazionali di reti che rispondano a delle esigenze che sono locali e nazionali. Il nostro obiettivo principale è quello di sostenere e migliorare la condizione femminile: quindi, più sostegno e miglioramento di questo, rendere la vita della donna un po’più facile, meno problematica. Non soltanto noi abbiamo portato avanti questo progetto, che è davvero un fiore all’occhiello della nostra unione, questo della stanza tutta per sé, ma portiamo avanti anche tutta una serie di iniziative, che vanno dalla sensibilizzazione di questo problema allo studio di questo problema, per cercare di trovare sempre le vie più giuste e più incisive per portare un miglioramento. Lo facciamo attraverso tutta una serie di progetti che vanno dalla sensibilizzazione, come dicevo, al supporto dell’emergenza, e anche alla prevenzione: anche questo è molto importante, soprattutto con la collaborazione speciale con le istituzioni, in questo caso con l’Arma dei Carabinieri, che ci ha portato veramente fino a qui con un progetto così importante”.
Paola Gallo