Lamezia: lettera aperta del Movimento Consumatori al Sindaco

Lamezia Terme – Il presidente del Movimento Consumatori Pasquale Mastroianni per la social innovation dell’area centrale della Calabria, ha scritto una lettera aperta alle parti sociali e al riabilitato sindaco Paolo Mascaro.
“Siamo fermamente convinti – si legge nella lettera – che la chiusura degli spazi pubblici, in assenza delle necessarie autorizzazioni, fosse un atto dovuto, anche per ripristinare a Lamezia un senso di legalità che ormai da anni si era smarrito. Pur essendo sempre stati convinti che negli atti amministrativi posti in essere dalla giunta Mascaro non si sarebbe mai potuto riscontrare un atto riconducibile ad un inquinamento di tipo mafioso, non possiamo dimenticare in questa giornata di ritorno alla democrazia che la sentenza del Tar non ha sconfitto la mafia che resta sempre incombente sulle istituzioni democratiche”.
Per Mastroianni si tratta di “un ritorno alla legalità che dobbiamo saper utilizzare tutti: Amministrazione Comunale, Partiti, Associazioni, cittadini per avviare una riflessione seria sui rischi di inquinamento che continuano a correre le liste nelle varie consultazioni se non si concorderanno, sottoscrivendo un manifesto per la legalità e il bene comune, principi e strumenti che impediscano, nella formazione delle liste e nella propaganda elettorale, la contaminazione con il voto di scambio e/o inquinato”.
Particolare attenzione in merito al degrado sociale che Lamezia sta vivendo negli ultimi anni. “questa lettera – afferma – vuole essere una “Call to Social Action”… si una chiamata ad una azione sociale. Che di un “ritorno al sociale” vi sia bisogno, guardandosi intorno, non ci sono dubbi. Troppi giovani vivono e si formano in completa assenza di una guida, sia essa spirituale che sociale, non conoscendo cosa sia l’associazionismo o il volontariato “puro”. Questa mancanza impone a noi associazioni, di qualsiasi natura, un’azione collettiva per stimolare e garantire ai giovani una formazione e una cultura che siano realmente volte alla tutela e allo sviluppo del bene comune. E allora ben vengano le ottime iniziative come quella di Padre Giuseppe nella parrocchia di Sant’Eufemia che ha portato alla nascita di un comitato spontaneo per la tutela del bene comune. È infatti sotto gli occhi di tutti come negli ultimi 10 anni, quella che è la principale porta di accesso alla Città di Lamezia Terme, sia diventata un luogo di degrado assoluto, una periferia come poche! Purtroppo, questo non basta, un cambio di mentalità ma soprattutto lo sviluppo, duraturo e sistemico, di questa città e di tutto l’hinterland impone la creazione di una rete. La messa in rete concreta di tutte le esperienze similari con un unico obiettivo: l’educazione al bene comune e alla legalità”.
Per il Movimento è chiaro che “Dobbiamo quindi collaborare e avviare progetti di innovazione sociale che partano dal basso e che convincano la politica (Partitica) ad agire. Non possiamo continuare a fare convegni per parlare del “Fare Rete” e poi continuare a coltivare ciascuno il nostro orticello mossi solo dal nostro egoismo e dalla nostra individualità. Oggi per Lamezia Terme è giunto il momento di riprendersi il ruolo che storicamente gli compete, una città di Commercio, Istruzione, Cultura e Religiosità. Siamo stati per centinaia di anni il punto di riferimento per l’area centrale della Calabria ed è ora di tornare ad esserlo. Scrolliamoci di dosso il marchio di città mafiosa e soprattutto di lamentini. La soluzione a tutto questo non è piangersi addosso e aspettare il politico di turno e le sue promesse da marinaio. La soluzione è agire insieme e costringere la politica a fare quello che la collettività chiede. Dobbiamo educare i nostri figli alla politica attiva anche attraverso l’associazionismo altrimenti nei prossimi anni avremo frotte di disoccupati, maleducati e irrispettosi, vittime di varie dipendenze come la ludopatia che in questa provincia è diventata la droga del terzo millennio. Chiediamo quindi a tutti associazioni, parrocchie, scuole di ogni ordine e grado, imprese, istituzioni, enti pubblici sindacati, associaizioni di categoria e privati cittadini di voler condividere un percorso di co-progettazione per avviare progetti concreti e condivisi per lo sviluppo economico e sociale dell’area centrale delle Calabria”.