Lamezia: sinergia tra sindaco Mascaro e Sergio Abramo

Lamezia Terme –(di Paola Gallo) – Questa mattina l’incontro in via dei Perugini tra il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, ed il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, anche in qualità di presidente della Provincia, per tracciare e condividere insieme obiettivi convergenti. All’incontro erano presenti anche il presidente del Consiglio comunale del capoluogo, Marco Polimeni, e il vicepresidente dell’ente intermedio, Antonio Montuoro. Insieme a Mascaro anche il presidente del Consiglio comunale Salvatore De Biase.
L’occasione dell’incontro è stata utile anche per poter parlare di progetti dell’ente intermedio attualmente sospesi a Lamezia, e in generale, Abramo rimarca come “questa collaborazione è partita qualche anno fa, da temi come la gestione dei rifiuti ed i trasporti, l’Atem, e stavamo iniziando a valutare il tema dell’area vasta” dichiara Abramo alla stampa, sottolineando che, “negli anni passati il 70% dei fondi regionali sono andati alla provincia di Cosenza, un gap che come area Catanzaro-Lamezia dobbiamo recuperare, avendo dimostrato che su alcuni temi, come quello dell’Ato, abbiamo fatto prima e meglio degli altri”. Un’asse Catanzaro-Lamezia che potrebbe finalmente avviare le basi per la realizzazione di una grande area vasta capace di incidere sull’economia e lo sviluppo dell’intera Calabria.Per il sindaco di Catanzaro, dunque, ci sono “grandi aspettative, essendoci di base un rapporto di stima professionale e personale con il sindaco Mascaro”. Molti i punti che sono stati affrontati: sulla situazione del parco di Savutano Abramo conferma che “è già inserito nel programma dell’amministrazione provinciale, e dovrebbe ripartire subito, ma è una tematica complessa”.
Mentre, sulla disponibilità espressa, prima su Agenda Urbana e poi sul Progetto Sara durante la gestione commissariale, dalla Provincia, per affiancare nella fase burocratica e progettuale l’amministrazione comunale lametina che lamenta carenza di figure tecniche al suo interno,afferma che “se ci verrà richiesta, come Provincia forniremo assistenza come stazione unica appaltante. Essendo legge ormai questa possibilità di fornire tale servizio ai comuni, abbiamo assunto un dirigente che avrà esclusivamente tale compito, e forse tale collaborazione dovrà essere ancora più forte su Agenda Urbana, con il dirigente che prima ha collaborato su tale programmazione con il Comune di Catanzaro ora passato in Provincia a poter mettere la propria professionalità a disposizione anche del Comune di Lamezia Terme”. E sui finanziamenti di Agenda Urbana esprime anche le sue intenzioni di prendere la situazione in mano, in quanto, “i progetti sono ancora fermi, nonostante siano stati approvati. Anche su questo aspetto faremo una battaglia comune con il sindaco Mascaro per far sbloccare il tutto dalla Regione”.
Intesa su tutto ribadita prima da Mascaro “non è certo una visita simbolica, ma di grande operatività”.Intesa anche sul tema dei trasporti, informando di aver “incluso anche le stazioni di Nicastro e Sambiase nel tracciato ferroviario in fase di rinnovo tra le nostre città da parte della Regione”, e sul tema dei rifiuti “essendo la nostra Ato la prima a costituirsi”, ma anche sulla Zes (essendo l’aeroporto di Lamezia Terme incluso nell’area originariamente destinata al porto di Gioia Tauro) “perché l’area centrale della Calabria può essere volano per tutta la Regione”. Ma per il primo cittadino di Lamezia restano ancora tante preoccupazioni di ordine amministrativo “il nostro pensiero più impellente al momento è il bilancio di previsione, che non potremmo approvare entro il termine del 31 marzo come fatto nel 2017. Abbiamo trovato invece una situazione senza un Dup approvato entro il 30 settembre, senza macrostruttura adeguata entro settembre alla legge Madia, il che comporterà che non potremmo rispettare i termini di legge non per nostre responsabilità. Stiamo cercando di accelerare i tempi su tanti aspetti come quelli delle strutture, abbiamo riaperto le porte del Comune nell’ascoltare le istanze dei cittadini, e purtroppo abbiamo anche assistito ad un ritorno di un fenomeno illegale come quello dei roghi tornati a Scordovillo. Non bisogna però condannare tutta la comunità rom, ma invece lavorare per far trovare a chi non vuole più sottostare a quelle condizioni sanitarie, igieniche e sociali ignobili un’altra opportunità, specie per dare un’altra vita ai bambini di quella comunità”.