Lamezia: Cristiano, violato statuto città, ripristinare le regole

Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo senza commenti una nota del Consigliere comunale Massimo Cristiano sul ruolo che devono svolgere consiglieri, assessore e dirigenti.
“Sono giorni di ricognizione, ognuno per le proprie competenze, per cercare – scrive – di comprendere al meglio lo stato delle cose nel Comune di Lamezia. Mi soffermo oggi su un aspetto di fondamentale importanza ovvero le regole che disciplinano i rapporti tra organi di indirizzo politico e parte gestionale. Si deve per forza partire da qui, perché altrimenti è aleatorio parlare di altro. È pacifico che la modalità con cui é stato esercitato fino oggi il diritto d’iniziativa di Consiglieri e Assessori( potere esercitato dai Commissari) è del tutto difforme dal Testo unico enti locali 267/00 e Statuto del Comune di Lamezia Terme,nello specifico art 18 comma 2,art 27, art 26 comma 6, art 68, art 43, art 38 comma 2. Tutto questo a mio avviso è motivo di perenne contrapposizione e cattiva applicazione dei poteri di indirizzo/controllo demandato agli organi politici con quello gestionale demandato ai Dirigenti. Ho esposto il problema sin da subito a tutta la maggioranza, al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed al Segretario generale del Comune che concorda sul fatto che questo aspetto va necessariamente regolamentato per permettere a tutti gli organi deputati di poter espletare al meglio il mandato a favore della città. Ho inviato una nota interna dove ho formalizzato questa anomalia, e dove chiedo in maniera decisa il rispetto dello Statuto del Comune di Lamezia Terme, e che all’ interno della macchina amministrativa del Comune di Lamezia venga stabilito sin da subito il principio che spetta a chi detiene il diritto d’iniziativa il potere di presentare proposte di delibera, mentre ai Dirigenti è demandata la competenza di apporre pareri di regolarità tecnica o contabile con tempistiche ragionevoli, salvi i casi di meri indirizzi. Ovviamente – conclude – è auspicabile nell’ interesse della città, una fattiva collaborazione tra organi di indirizzo politico e controllo con la parte gestionale, perché la città ha bisogno di risposte immediate, di unità d’intenti,allo stesso tempo stesso bisogna spezzare sin da subito il retaggio portato avanti nel recente passato che sottopone gli organi di indirizzo e controllo ai tempi di azione dei dirigenti grazie ad un sistema informatico (TIN) del tutto difforme al Tuel 267/00 ed allo Statuto del Comune. È fondamentale il rispetto delle regole per agevolare il lavoro di programmazione volto a favore della collettività senza nessuna limitazione”.