Lamezia: Muraca, la Calabria espulsa dal consenso civile

Lamezia Terme – “Sembra ormai chiaro che la Calabria stia per essere espulsa dal consesso civile ed istituzionale del Paese. Nel dibattito pubblico anche autorevoli commentatori e protagonisti del mondo della cultura si esprimono con fastidio, quasi con stizza, da destra a sinistra”. Lo scrive in una lunga riflessione il consigliere comunale di Lamezia Terme, che prosegue: “Non è solo il professor Alberto Brambilla, che appare da tempo uno strenuo difensore delle ragioni del Nord, a sostenere che la Calabria abbia bruciato tutte le occasioni; anche lo storico dell’arte Philippe Daverio qualche giorno fa ha affermato che da 150 anni si tenta la Calabria perde sistematicamente le occasioni di riscatto. Sta insomma – prosegue Muraca – prorompendo negli esponenti dell’intellighenzia italiana di destra e di sinistra la convinzione che la nostra regione non ce la può fare, che ha fallito troppe volte in tanti campi per poter ancora riscuotere fiducia e che si sono infiacchite anche le poche luci al cospetto di ombre gigantesche. La Calabria – riflette ancora Muraca – viene evocata per le condizioni inammissibili dei suoi Ospedali, per i 300 milioni di spesa relativa alla migrazione sanitaria (con trattamenti chemioterapici pagati 2 volte o terapie rimborsate dalla Regione erroneamente per pazienti non calabresi), per la necessità di un Decreto del Ministro della Salute atto a sostituire i vertici delle aziende, responsabili, ad avviso di Giulia Grillo, di sperperi di spettacolare incoscienza”.
“Siamo in un tunnel in cui anche le luci appaiono fioche ed, in un clima di straordinarietà evidente, un provvedimento, come quello che attinge il Presidente della Regione, pur non essendo particolarmente afflittivo sul piano personale, diventa politicamente un macigno insuperabile. Sono un sincero garantista e mai ho condotto battaglie politiche su vicende giudiziarie ma la condizione in cui si trova Oliverio è indubbiamente ridondante nel resto del Paese sia sotto il profilo mediatico, sia nelle relazioni istituzionali, sia per l’esercizio delle sue funzioni. Peraltro, è la prima volta che la Calabria non ha un membro del Governo, neanche un Sottosegretario, ed anche questo è un segnale quasi di ripulsa verso la nostra Regione; dobbiamo tenerci solo la Presidenza della Commissione Antimafia. La domanda – per Muraca – è ineludibile: ce lo siamo meritato ? Purtroppo, in gran parte, si”.
“Eppure – scrive ancora – ci sono anche Parlamentari che onorano la Calabria, Consiglieri Regionali diligenti, Sindaci molto capaci, medici preparati, Magistrati che nella lotta al crimine vengono considerati tra i migliori al mondo ma ormai è tutto oscurato da una narrazione che legittimamente ci vuole incapaci di stare agganciati anche alla parte più debole del Paese, nonostante avremmo il diritto di contestare al Governo attuale (ed a quelli che lo hanno preceduto) di avere abbandonato la nostra regione. Forse – fa presente Muraca – se partisse un’autocritica asciutta ed aspra, la Calabria potrebbe ancora dare un segno di vitalità, altrimenti rischiamo di subire dulcis in fundo l’autonomia differenziata. Il Veneto chiede che i 9/10 del gettito riscosso nel territorio della sua Regione delle principali imposte erariali (IRPEF, IRES, IVA) rimangano lì a finanziare le nuove funzioni richieste, senza tenere conto delle Regioni con minore capacità fiscale e senza compensazione del fondo perequativo. In termini più chiari, la fine della Calabria. Lo si può fare solo in un modo, sfidando le Regioni del Nord sul piano della competenza, del rigore e della trasparenza”.