Lamezia: smantellato illecito sistema vendite giudiziarie

Lamezia Terme – “E’ stato smantellato un sistema illecito delle vendite giudiziarie”. Lo ha detto Salvatore Curcio, capo della procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme nel corso della conferenza stampa durante la quale sono stai illustrati i particolare dell’operazione chiamata in codice “Asta la Vista – Nomos” e messa a segno dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme con l’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare, di cui 1 in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 9 interdittive. Una indagine complessa e faticosa quella svolta dalla Procura e degli uomini delle Fiamme Gialle del Gruppo di Lamezia terme che ha appunto premesso di identificare i soggetti che attarvesro una agenzia di affari e servizi controllava il sistema delle aste giudiziarie lametine avvolte anche con minacce come ha detto il sostituto Giulia Scavello durante la conferenza stampa. Complessivamente sono 86 le persone indagate. “Si trattava di un meccanismo diffuso e conosciuto ai piu’  – ha riferito Curcio – ed era quasi diventato una regola. Vi era, infatti, una sistematicita’ ed un’accettazione passiva di questo sistema da parte della generalita’”. Il procuratore ha ringraziato “il procuratore di Reggio Calabria ed il Csm che hanno fatto si’che il procuratore aggiunto Scavello, nonostante il trasferimento a Reggio calabria, abbia potuto proseguire in questa indagine che e’ durata un anno e mezzo durante i quali la guardia di finanza, che ringrazio, e’statacompletamente assorbita anche con l’effettuazione di intercettazioni telefoniche e video”. La Scavello  (procuratore aggiunto a Reggio Calabria)ha riferito che “e’stata un’indagine particolarmente complessa da svolgere e da parte della guardia di finanza e’ stato fatto un notevole sforzo. Gli indagati, ad esempio, prendevano varie precauzioni come auto a noleggio per non farsi scoprire. E’stato disvelato un vero e proprio sistema illecito finalizzato a ccondizionare le aste giudiziarie a Lamezia Terme. Alcuni soggetti, riconducibili alla stessa famiglia, riuscivano a condizionare le vendite. Inoltre, ci sono state fughe di notizie che potevano compromettere tutto, nonostante l’invio di documentazione avvenisse in plichi sigillati”.
“L’indagine riguarda un decennio di aste giudiziarie del tribunale di Lamezia Terme. Chi voleva vedere concluso l’iter giudiziario doveva rivolgersi all’agenzia immobiliare gestita dalla figlia di Calidonna. Spesso facevano andare deserte le aste giudiziarie cosi’ si abbassavano i prezzi”.
L’indagine, ha spiegato il comandate del Gruppo della Fiamme Gialle, colonnello Clemente Crisci, si e’ incentrata su anomalie relative a numerose vendite giudiziarie nell’ordine di circa trenta aste pubbliche, che si sono tenute nel corso dell’anno 2018 presso il Tribunale di Lamezia Terme, ed in particolare presso l’associazione notarile ubicata all’interno dello stesso palazzo di giustizia, nell’ambito delle quali sono state rilevate turbative finalizzate a dirottare l’esito finale verso l’obiettivo prefissato dagli indagati”.  L’indagine, ha inoltre riferito Crisci, “riguarda un decennio di aste giudiziarie del tribunale di Lamezia Terme. Chi voleva vedere concluso l’iter giudiziario doveva rivolgersi all’agenzia immobiliare gestita dalla figlia di Calidonna. Spesso facevano andare deserte le aste giudiziarie cosi’ si abbassavano i prezzi”.
Crisci poi ha sottolineato che l’attivita’ investigativa svolta dalle fiamme gialle di Lamezia Terme, sotto le direttive del procuratore della Repubblica di Lamezia terme – Salvatore Curcio – e del sostituto procuratore – Giulia Maria Scavello -, ha consentito di accertare l’esistenza di un sistema fraudolento che di fatto ha condizionato per oltre un decennio le vendite giudiziarie del comprensorio lametino”.
A capo di tale meccanismo illecito vi era Raffaele Calidonna, notorio soggetto lametino, il quale, in taluni casi partecipava personalmente e in altri si avvaleva di compiacenti collaboratori, tra cui avvocati e commercialisti, nonche’ “ganci” interni al locale palazzo di giustizia, e dell’interposizione fittizia di un’agenzia d’affari e servizi costituita ad hoc ed intestata alla figlia. Gli inquirenti hanno spiegato che riusciva ad ottenere ribassi e/o preziose informazioni riservate relative alle aste giudiziarie dei suoi clienti, risultati il piu’ delle volte debitori esecutati delle stesse.
Allorquando le notizie non risultavano utili per il raggiungimento dello scopo, il Calidonna avvicinava gli altri offerenti, intimidendoli al fine di farli desistere adducendo vicinanze ed appartenenze a cosche locali. Sovente pero’ stipulava preventivamente accordi con curatori, custodi e professionisti delegati alla vendita.
Le risultanze investigative hanno permesso di acquisire numerosi riscontri dei reati contestati dalla Procura, consentendo di ritenere provata la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, anche in considerazione delle condotte illecite perpetrate dagli stessi.
Gli accertamenti economico-patrimoniali delegati ed eseguiti dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme, ha spiegato il comandante del Nucleo Operativo, capitano Matteo Boarelli, hanno anche permesso di ricostruire l’effettiva capacita’ patrimoniale illecitamente accumulata nel corso degli anni da taluni degli indagati, per il complessivo valore di quasi quattro milioni di euro, pur dichiarando esigue posizioni reddituali, nonche’ la pilotata aggiudicazione delle unita’ immobiliari, oggetto delle accertate turbative d’asta, del complessivo valore di quattro milioni e mezzo di euro. “Operazione – ha spiegato ancora il capitano –  complessa ed articolata ancora in corso e riguarda le province di Catanzaro. Dominus e’ stato individuato in Calidonna. Ringraziamento alla Procura per il supporto, nonostante la carenza di personale”.

Le indagini, ioltre hanno dimostrato  la sussistenza del reato di autoriciclaggio per un ammontare di circa 270 mila euro, quale provento da attivita’ delittuosa, in quanto il Calidonna e i suoi prestanomi negli anni dal 2006 ad oggi hanno acquistato all’incanto 20 unita’ immobiliari per 1 milione di euro, rivendendole successivamente per 1 milione e 270 mila euro.
All’esito dell’attivita’ di polizia giudiziaria, sono stati identificati chiaramente i ruoli dei vari personaggi, che hanno posto in essere le innumerevoli condotte delittuose, nonché il cospicuo patrimonio immobiliare illecitamente accumulato negli anni dagli indagati, che sulla base delle risultanze investigative hanno consentito al giudice per le indagini preliminari Rossella Prignani – di emettere un’ordinanza applicativa della misura cautelare nei confronti dei seguenti soggetti:

1. CALIDONNA RAFFAELE (di anni 56), TITOLARE DI FATTO DELL’AGENZIA D’AFFARI E SERVIZI, IN CARCERE;
2. CALIDONNA SARA (di anni 30), TITOLARE DI DIRITTO DELL’AGENZIA D’AFFARI E SERVZI, AI DOMICILIARI;
3. RUOCCO PANTALEO (di anni 63), UFFICIALE GIUDIZIARIO IN SERVIZIO PRESSO L’UNEP DI LAMEZIA TERME, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
4. STIGLIANO ANTONIO (di anni 68), UFFICIALE GIUDIZIARIO IN SERVIZIO PRESSO L’UNEP DI LAMEZIA TERME, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
5. DURANTE MASSIMO (di anni 51), COMMERCIALISTA, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
6. LARIZZA ALDO (di anni 52), COMMERCIALISTA, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
7. MISURACA FRANCESCA (di anni 57), COMMERCIALISTA, AI DOMICILIARI;
8. FAMULARO BRUNO (di anni 42), AVVOCATO, AI DOMICILIARI;
9. VITALONE EMANUELA (di anni 43), AVVOCATO, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
10. BENINCASA GIUSEPPE (di anni 57), AVVOCATO, AI DOMICILIARI;
11. TRAVAGLIO EUGENIO (di anni 65), RAGIONIERE, AI DOMICILIARI;
12. CAPORALE CARLO (di anni 56), IMPRENDITORE, AI DOMICILIARI;
13. ALBANESE MICHELE (di anni 62), FUNZIONARIO DI CANCELLERIA PRESSO IL TRIBUNALE DI LAMEZIA TERME, INTERDITTIVA;
14. MARASCO SABRINA (di anni 50), FUNZIONARIO DI CANCELLERIA PRESSO IL TRIBUNALE DI LAMEZIA TERME, INTERDITTIVA;
15. TRAVAGLIO ORIANA (di anni 37), AVVOCATO, INTERDITTIVA;
16. SERENO MASSIMO (di anni 52), AVVOCATO, INTERDITTIVA.

Sono in corso di esecuzione 23 perquisizioni domiciliari e 10 locali nei confronti di soggetti residenti nei comuni di lamezia terme, Serrastretta, Soveria Mannelli, Gizzeria, Maida, Reggio Calabria e Palmi per i reati contro la pubblica amministrazione, tra i quali turbata liberta’ degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, falsita’ idelogica commessa dal pubblico ufficiale, induzione indebita a dare o promettere utilita’, e contro il patrimonio, tra i quali autoriciclaggio ed estorsione.