Lamezia: Francesco Pagliuso esempio integrità morale e professionale

Lamezia Terme – Quest’oggi presso la biblioteca del tribunale di Lamezia Terme si è tenuto l’incontro “Avvocati in pericolo, dalla Turchia al mondo intero” . In chiusura dell’evento vi è stata anche la consegna del premio “Avvocato Carlo Mauro”.
L’incontro odierno ha puntato l’attenzione sulle difficoltà e sui pericoli che riguardano l’attività dell’avvocato, in un ampio discorso che dal lontano Medio Oriente arriva fino alla nostra Lamezia e a vicende purtroppo ben note. Una riflessione sui risvolti di una professione che, specie in alcune aree, diventa sempre più difficile da esercitare come, ad esempio, in Iran dove NasrinSotoudeh, avvocato per i diritti umani, è stata condannata dal Governo iraniano a 33 anni di carcere ed a 148 frustate.
Giungendo in ambito lametino l’avvocato Antonello Bevilacqua, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme e consigliere dell’Ordine Congressuale Forense, ha spiegato le motivazioni per cui entrambi gli enti, in nome e per conto dell’Avvocatura Italiana, hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso, in quanto missione professionale dell’avvocato è quella di essere “garanti dell’ordine e della giustizia”.
Per l’avvocato Giovanni Malinconico, coordinatore nazionale dell’OCF, “l’avvocato Pagliuso è esempio di integrità morale e professionale, che non ha mai concesso a nulla di intaccare la propria libertà di giudizio. Per queste ragioni abbiamo voluto costituirci parte civile, per difendere la memoria di Pagliuso e per tutelare l’indipendenza e l’autonomia dell’avvocatura. C’è un bisogno sempre maggiore di garanzie, nonché di sostenibilità economiche per assicurare autonomia e indipendenza dell’avvocatura. È inaccettabile morire perché si vuole svolgere bene il proprio lavoro, come è successo all’avvocato Francesco Pagliuso”.
L’avvocato Ciraolo, dell’Ordine di Messina, fa i complimenti all’avvocatura lametina, per la loro presenza nella comunità, “tale ruolo è dimostrato dalla partecipazione all’incontro odierno. L’importanza che l’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme è ormai riconosciuta in tutta Italia”.
Il presidente dell’Ordine di Bari, l’avvocato Giovanni Stefanì: “Il ricordo di Francesco Pagliuso caduto nello svolgimento della professione e della sua funzione sociale, deve farci sentire tutti avvocati – dunque difensori – della città di Lamezia Terme!
C’è bisogno che l’avvocatura si apra maggiormente, divenendo parte attiva della collettività alla quale la nostra funzione si rivolge”.

L’avvocato Rosanna Rovere, presidente dell’Ordine di Pordenone, sollecita a porre sempre maggiore attenzione al tema degli avvocati in pericolo, ai quali viene impedito di svolgere liberamente il proprio compito: “troppe volte si finisce per identificare l’avvocato con il cliente da egli difeso, mentre non fa altro che tutelarlo giuridicamente. Ciò avviene in Turchia ma anche in Italia vi sono parecchi casi, l’esempio dell’avvocato Francesco Pagliuso è emblematico”.
L’avvocato Armando Rossi, dell’Ordine di Napoli, esprime la necessità di compensi adeguati per garantire una buona difesa; mentre l’avvocato Cinzia Preti di Milano prospetta una maggiore unione di tutta l’avvocatura, sottolineando la vocazione che deve essere propria dell’avvocato citando Calamandrei.
In memoria dell’avvocato Carlo Mauro, anch’egli prematuramente scomparso, il premio in sua memoria è stato consegnato dalla sorella Genni al giovane avvocato Francesco Estini, distintosi per aver conseguito il punteggio maggiore all’esame per avvocato, a lui vanno pure due volumi e una borsa di studio.

Giovanni Mazzei