Lamezia: Coordinamento Sanità, Oliverio si dimentica dell’ospedale

Lamezia Terme – “Il presidente Oliverio è stato informato che in Calabria esiste una città che si chiama Lamezia Terme ed un territorio, fatto da decine di comuni che si chiama il lametino? Abbiamo l’impressione che Mario Oliverio, non abbia nessuna percezione che in questo cuore della Calabria vivono anche cittadini intelligenti. Spieghiamo meglio: Oliverio e Abramo diatriba sulla sanità a Catanzaro? La strategia per le prossime elezioni ci fa sospettare che si concederanno a vicenda ciò che porta più voti e che le reali necessità delle popolazioni non verranno mai tenute in considerazione. Ecco perché difronte a certe notizie per noi è difficile tacere. Oliverio in una nota specifica quanti milioni di euro saranno a disposizione di Catanzaro per i suoi ospedali già esistenti e per il nuovo da costruire. Nemmeno una parole per Lamezia Terme. Questo non perché il tema della loro “conversazione” è un altro, ma perché nei pensieri dei “grandi politici calabresi” noi non ci siamo. Intanto, noi che non siamo mai stati campanilisti ed i fatti lo dimostrano, se abbiamo bisogno di cure dovremmo andare peregrinando in Calabria o fuori, purtroppo, anche per un problema semplice. Oliverio non si risparmia per giustificarsi dagli attacchi di Abramo che, ricordiamo non è solo sindaco di Catanzaro, ma anche “presidente” della provincia di Catanzaro, della quale fa parte Lamezia Terme”. Lo scrive in un lungo comunicato il “Coordinamento Sanità 19 Marzo” di Lamezia Terme che torna a manifestare preoccupazione in merito alla sanità lametina che lancia un appello: “ai parlamentari che si erano detti disponibili a portare avanti le nostre istanze e a darci una mano per incontrare il Commissario straordinario alla Sanità generale Saverio Cotticelli, in questa opportunità noi crediamo e attendiamo che loro mantengano quanto promesso facendo parlare con il generale e portando avanti le istanze di Lamezia. Anche se Lamezia non ha il sindaco in questo momento ha sempre tante cose da dire, i cittadini stessi possono difenderla e poi per quanto riguarda la sanità, lo ricordiamo, non c’è solo Lamezia Terme, ma quelli di 21 comuni che l’ospedale ha servito egregiamente per anni, e anche oggi continua a servire con risposte di qualità”.
“La palla – scrive ancora nella nota – torna ai cittadini che devono pretendere una sanità adeguata al territorio lametino, un luogo dove il diritto alla salute e alla cura sia rispettato. E’ possibile, lo ribadiamo, ma manca la volontà, manca chi difende il territorio e la città, manca la spinta dei cittadini che non devono più subire in silenzio ma civilmente difendere i propri diritti. La nostra preoccupazione è sempre più alta ma la nostra combattività è sempre più ferrea. Ove mai si dovesse compiere nei fatti l’accorpamento Germaneto (Università policlinico) Pugliese Ciaccio, è la cenerentola, Ospedale di Lamezia, siamo preoccupatissimi per il destino che il Giovanni Paolo II potrebbe subire. L’ansia sale giorno dopo giorno, questo perché non sentiamo alcuna voce protestare con fermezza da questo territorio, uniamoci, invece, e facciamolo insieme, i nuovi come i vecchi ripetono frasi fatte per avere il titolo sulla stampa, ma poi sparisco senza realmente agire”.
Infine il comitato si rivolge al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio: “Caro Presidente Oliverio, Certo non è solo colpa sua, come abbiamo detto all’inizio, se ignora l’esistenza di Lamezia Terme e del lametino, ne avremmo di nomi noti da fare per sottolineare quanti hanno contribuito a questo suo non sapere, ma a che servirebbe se non ha girare il dito nella piaga degli errori commessi? Oggi, tra l’altro, evidenziamo che Lei è anche un po’ sordo. Un presidente della regione che va avanti per la sua strada (sempre che ne abbia una capace di percorre i problemi delle Calabria) ed ignora completamente gli appelli che da anni arrivano da questo territorio, non può che essere sordo o male informato, di conseguenza anche mal consigliato. Presidente, Lamezia e tutto il lametino esistono e c’è qualcuno che non vuole più elemosinare ciò che gli spetta di diritto, ma lo pretende ed è suo dovere provvedere concederlo. Ci auguriamo, Caro Presidente Oliverio, che avrà prestissimo un po’ di tempo da dedicarci ricevendoci lei e non i suoi gregari, anche noi abbiamo proposte interessanti da portarle e forse meno dispendiose di altre”.