Lamezia: nomina nuovo Vescovo, le possibili ragioni del ritardo

Lamezia Terme – Sono quindici gli Arcivescovi e i Vescovi (sia Ordinari che Ausiliari) delle Diocesi italiane che hanno superato i 75 anni di età e che pertanto hanno presentato al Papa (in base all’articolo 401 del Codice di Diritto Canonico) le dimissioni dal loro incarico.
Tra questi , com’è noto, c’è anche Mons. Luigi Antonio Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme.
La comunità cattolica lametina attende con trepidazione di conoscere il nome del nuovo Pastore che guiderà la Diocesi, per quindici anni amministrata da Mons. Cantafora.
La nomina è stata data per imminente in più di una circostanza, ma a tutt’oggi nulla ancora si è mosso. Circolano dei nomi che, però, non hanno nulla di attendibile perché vige il cosiddetto segreto pontificio.
Mons. Cantafora ha superato di un anno il limite dei 75 ani d’età, ed inoltre non sta più tanto bene in salute. È riuscito in tempi record a vedere finita e far dedicare la sua “creatura”, ovvero la Chiesa interparrocchiale di San Benedetto che vorrebbe anche fare elevare a Concattedrale, nonostante ci siano tante legittime resistenze nella comunità lametina non solo cattolica ma anche civile.
In tanti si chiedono: perché allora il Papa non ha ancora nominato il nuovo Vescovo?
Proviamo a rispondere “rispolverando” una situazione analoga risalente al 2014.
In quel periodo infatti, la Congregazione per i Vescovi, alla quale spetta il compito di compilare i dossier sui potenziali Vescovi che arrivano sulla scrivania di Papa Francesco per la scelta dei nuovi successori degli Apostoli, si sia trovata davanti ad un singolare rallentamento. Si badi, non per diminuita efficienza del dicastero ma per via di due importanti fattori: il primo è dettato dai criteri di nomina adottati da Papa Bergoglio, il quale avrebbe posto una serie di criteri molto selettivi per scegliere pastori “senza sorprese”, e cioè con un passato limpido e un comportamento irreprensibile che non dia adito a eventuali critiche. Non si vogliono cioè nomine di personaggi che possano poi essere oggetto di più o meno clamorose rivelazioni giornalistiche come accaduto alcune volte in passato.
Il Papa pretenderebbe sacerdoti con un buon curriculum pastorale in virtù del quale i novelli vescovi sappiano dialogare e lavorare nelle comunità cattoliche loro affidate, simili ad «ospedali da campo». I pastori con «l’odore delle pecore», insomma, devono arrivare alla guida delle diocesi e non restare confinati nei propri palazzi vescovili.
Il secondo fattore che avrebbe determinato gli anzidetti ritardi, risiederebbe proprio nelle qualità dei candidati, che spesso avrebbero ottimi curricula accademici, ma non quella forte esperienza pastorale in grado di proiettarli alla promozione all’episcopato.
Il risultato è un rallentamento nella individuazione e nella scelta dei nuovi Vescovi. Un problema riscontrato nel 2014 ma che supponiamo sia presente ancora oggi, forse più di ieri.
Per ovviare al problema si è ricorso spesso alla cosiddetta proroga «donec aliter peovideatur», e cioè «finché non sia disposto altrimenti» che ha fatto sì che gli attuali Vescovi in età da pensione, restino alla guida delle proprie Diocesi, spesso stanchi ed ammalati, come nel caso del Vescovo di Salerno che a soli 70 anni d’età ha chiesto di essere sostituito per gravi motivi di salute.
Il Papa non ha fatto mistero del fatto che ci sono troppe diocesi in Italia e che per fronteggiare al summenzionato problema, forse sarebbe il caso di accorpare le piccole alle grandi diocesi.
Il timore che anche la Diocesi di Lamezia possa essere accorpata all’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace non è un’ipotesi peregrina come si potrebbe credere. Il rischio c’è come in tante altre piccole sedi. Nel 1968 il pericolo venne scampato grazie all’opera di Mons. Renato Luisi che “spinse” sulla istituzione di Lamezia Terme; quella volta andò bene… Ed oggi?
Ma ritorniamo al punto iniziale. Il ritardo nella nomina del nuovo Vescovo a Lamezia è forse questo: non si riesce ancora a trovare il candidato che piace al Papa. Appare, dunque, plausibile che potrebbe esserci un ulteriore slittamento: voci di corridoio (e non potrebbe trattarsi di altro) prevedono che la nomina possa giungere dopo l’estate e che solo in dicembre potrebbe esserci l’insediamento del successore di Cantafora.
Ma sono solo delle supposizioni: Papa Bergoglio potrebbe stupire ancora una volta tutti, nominando il Vescovo di Lamezia già a maggio.
Forse, mai più di oggi, vale quel detto: «Chi vivrà, vedrà!»
Massimo Iannicelli

Di seguito l’elenco completo dei Prelati da sostituire, aggiornato al 26 aprile: Mons. Erminio De Scalzi (Vescovo Ausiliare di Milano) 78 anni; Mons. Luigi Stucchi (Vescovo Ausiliare di Milano) 77; Mons. Ignazio Sanna (Arcivescovo Metropolita di Oristano) 77; Card. Gualtiero Bassetti (Arcivescovo Metropolita di Perugia-Città della Pieve) 77; Mons. Arrigo Miglio (Arcivescovo Metropolita di Cagliari) 76; Card. Angelo Bagnasco (Arcivescovo Metropolita di Genova) 76; Mons. Luigi Antonio Cantafora (Vescovo di Lamezia Terme) 76; Mons. Francesco Cacucci (Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto) 76; Card. Crescenzio Sepe (Arcivescovo Metropolita di Napoli) 75; Mons. Valentino Di Cerbo (Vescovo di Alife-Caiazzo) 75; Mons. Mosè Marcia (Vescovo di Nuoro) 75; Mons. Antonio Buoncristiani (Arcivescovo Metropolita di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino) 75; Mons. Gianni Ambrosio (Vescovo di Piacenza-Bobbio) 75; Mons. Franco Agostinelli (Vescovo di Prato) 75; Mons. Gianfranco A. Gardin (Arcivescovo-Vescovo di Treviso) 75.