Lamezia: nel 1916 la Diocesi di Nicastro rimase senza Vescovo

Lamezia Terme – Forse non tutti sanno che una Diocesi può restare senza il suo Vescovo anche per lungo tempo. In questi casi è prevista la nomina di un Amministratore Apostolico, spesso individuato in un altro Vescovo di una diocesi viciniore. In alcuni casi, il governo può essere esercitato per brevissimi periodi dal Vicario Generale.
Ripercorriamo brevemente tutti i casi verificatisi nel Novecento in quella che sino al settembre del 1986 era la Diocesi di Nicastro, ora di Lamezia Terme.
Il caso più eclatante è quello che ha riguardato Mons. Giovanni Régine e Mons. Giambro. Il primo lasciò la Diocesi nel dicembre del 1915, dunque in piena I Guerra mondiale, per essere promosso Arcivescovo di Trani e Barletta, destinazione che gli fu fatale perché ivi morì colpito dall’influenza Spagnola nell’ottobre del 1918, contagiato mentre somministrava i sacramenti ai numerosi ammalati della sua cittadina.
Come suo sostituto venne prescelto Mons. Eugenio Giambro che era stato Rettore del Seminario Vescovile di Nicastro sin dal 1900. Nel 1911, il presule siciliano venne nominato Vescovo di Sàrsina (oggi in provincia di Forlì-Cesena). La designazione avvenne nel gennaio del 1916 (ed annunciata il 22 maggio successivo); di fatto, dunque, dovettero trascorrere ben dodici mesi (18 dicembre) perché Giambro potesse fare ingresso nella Diocesi nicastrese che resse per ben 38 anni e 9 mesi, segnando il record assoluto nella storia della Chiesa lametina.
In quella circostanza, Papa Pio X, nominò Amministratore Apostolico Mons. Eugenio Tosi, all’epoca Vescovo di Squillace (che soltanto nel 1986 è stata unita pienamente a quella di Catanzaro). In seguito, il prelato venne fatto Cardinale e nominato Arcivescovo di Milano.
Ci furono anche altri Amministratori Apostolici successivamente: il primo fu Mons. Antonio Lanza, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria che nel gennaio del 1950 venne nominato amministratore “sede plena” di Nicastro (ovvero lasciando al suo posto il Vescovo titolare, Mons. Giambro). Tale scelta della Santa Sede durò appena sei mesi, perché Mons. Lanza morì nel giugno seguente a soli quarantacinque anni.
Il secondo caso si verificò nel mese di maggio del 1963, allorquando Mons. Armando Fares, Vescovo di Catanzaro, resse per pochi mesi la Diocesi di Nicastro subito dopo la prematura morte di Mons. Vittorio Moietta avvenuta il 1° aprile dello stesso anno.
Brevissime le nomine seguenti: Mons. Jacono fu nominato coadiutore di Mons. Giambro nel febbraio del 1954 e nel febbraio del 1955 divenne Vescovo effettivo; il 25 dicembre del 1960 lo stesso Jacono rassegnò le dimissioni e già ai primi di gennaio del 1961 fu nominato il suo successore, Mons. Vittorio Moietta; dalla morte di quest’ultimo trascorsero esattamente tre mesi per la nomina del successore Mons. Renato Luisi. Quando anche quest’ultimo rassegnò le dimissioni (25 luglio del 1968) trascorsero due mesi e mezzo per conoscere il nome di Mons. Ferdinando Palatucci. Questi, il 30 gennaio del 1982 venne trasferito nell’Arcidicocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni, e per conoscere il nome del suo successore, ovvero Mons. Vincenzo Rimedio, furono necessari appena sei mesi.
Giungiamo così ad anni più vicini a noi: Mons. Rimedio ha cessato le sue funzioni il 24 gennaio del 2004. Rapidissima la nomina del suo successore, Mons. Cantafora (attuale Vescovo dimissionario) avvenuta il 25 marzo sempre del 2004, ovvero dopo appena due mesi.
La storia, dunque, ci ricorda che gli intervalli delle nomine tra un Vescovo e l’altro nella Diocesi lametina sono sempre stati brevi se non brevissimi, a parte l’anzidetto episodio riguardante Mons. Giambro. Dunque, cambiano i tempi e le circostanze, ma non le attese dei fedeli e dei comuni cittadini.

Massimo Iannicelli