L’autonomia differenziata?? Il Sud l’ha gia’ pagata !!!

Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo una riflessione  del già Presidente del Consiglio Salvatore De Biase sull’autonomia differenziata

Quando la Lega di Bossi brandiva la spada della secessione del Nord dall’Italia e Il prof. Miglio proponeva la creazione di tre macroregioni per separare il settentrione produttivo dalla “Roma ladrona” e dal “Sud parassita”, sembravano vuote parole, slogan. Oggi invece e’ giusto chiedersi se potremo ancora considerarci un’unica nazione quando il governo Salvini- Di Maio-Conte approverà, la cosidetta, autonomia legislativa e fiscale della Lombardia, del Veneto, dell’Emilia Romagna ed eventualmente delle altre regioni che la richiederanno, come potremo ancora chiamarci nazione, o Italia.

Parlamentari del Sud ribellatevi!! Parlamentari lametini, fate sentire la vostra voce.

Invoco una particolare attenzione su quanto sta accadendo e la stampa speriamo che possa sensibilizzare l’opinione pubblica , per un fronte comune.


E’ del tutto evidente
che questa particolare autonomia regionale, se verrà concessa, rompe nei fatti il patto di cittadinanza tra gli italiani (cioè, gli stessi diritti per abitanti di territori con storie diverse) e spezza il patto di lealtà a base del nostro essere membri della stessa nazione (cioè, sentirsi uguali pur vivendo in zone diversamente sviluppate).

Insomma, con l’autonomia differenziata sostenuta dalla rivendicazione di un uso delle tasse laddove vengono pagate, si potrà dire che potremo essere “ diversamente italiani”??

In poche parole L’autonomia differenziata è una conclamazione delle differenze, e sancisce semplicemente gli squilibri che già esistono, rendendoli definitivi e insuperabili.

Lo squilibrio si registrerà fortemente , nella scuola, nella sanità, negli asili, nella dotazione di verde, di parchi, di attrezzature sportive, di risorse di sostegno all’apparato produttivo, etc

Vorrebbero mantenere in loco , la gestione dei fondi per le imprese, gli incentivi per lo sviluppo economico, per l’occupazione, le garanzie pubbliche ai finanziamenti bancari, gli aiuti all’agricoltura.

Miliardi di euro che hanno chiesto l’autonomia differenziata , e che vorrebbero sottrarre alle strutture centrali della capitale, dai ministeri alla Cassa Depositi e Prestiti, risorse e prospettive, spogliando Roma del suo ruolo. E quindi Impoverendola .

Vale a dire: chi, all’interno della stessa nazione , abita in territori particolari e benestanti ha più diritti, di chi invece ha avuto la ventura di abitare in territori disgraziati, deve patire e sentirsi marginale.

Come ultima analisi, la nazione diventa matrigna per alcuni cittadini e per alcune aree, per la sola colpa di essere cresciute meno di altre.

Povero Sud, potremo dire ,si punisce il luogo in cui si è nati, in quanto non in grado di garantire le risorse necessarie per beneficiare di uno standard medio di servizi civili.

La risposta potrebbe essere quella di discutere e far discutere , evitare di sentirsi Sud, e far sentire la voce della democrazia partecipata, nella solennità di una affermazione del principio di una Italia unica e indivisibili;

 

Occorre gridare con l’orgoglio di chi di chi tanto da in professionalità emigrata, in rappresentanza delle forze armate, esercito, medici, ma che poco riceve;

 

Necessita  non può sottostare ancora ad una presunta Unità D’Italia , che tale mai è stata, così come oramai la rilettura della storia dimostra, a partire dai capolavori scritti dal giornalista Pino Aprile, “voce libera e coraggiosa di un Sud, da sempre sfruttato e mai aiutato.

 

Insomma, basta farci trattare da terroni ; basta farci utilizzare la ferrovia dei Borboni, Basta con l’autostrada A3, ribattezza come autostrada del mediterraneo, ma tutto rimane fermo costringendoci alla difesa, per un attacco che continua dal 1861, quando iniziò la presunta Unità d’Italia.

Salvatore De Biase