Lamezia: Materazzo, la città sta subendo un degrado economico

Lamezia Terme – «IL modo di pensare tradizionale è quello che vorrebbe che il Ministero degli Interni, oggi retto dall’On. Matteo Salvini, nello scegliere la terna commissariale da mandare a Lamezia Terme, avesse mandato uomini vicini come pensiero alla Lega, con la presenza di qualcuno vicino 5 Stelle. Questo naturalmente per il fatto che la nostra città esprime il deputato della Lega On. Furgiuele ed il senatore di 5 Stelle Sen. D’Ippolito». Lo scrive in una nota l’ingegnere Pasquale Materazzo, secondo il quale la terna commissariale «avrebbe dovuto dispiegare una azione amministrativa che valorizzasse l’impegno politico dei due grandi personaggi di livello nazionale che esprime la città».
«Al contrario – rimarca – si può affermare che mai la città, abituata a tanti commissariamenti di varia natura, abbia subito un degrado sociale ed economico come quello che sta vivendo in questa fase. Sembrerebbe quasi, che la Commissione straordinaria con la propria azione amministrativa, voglia sfidare il Ministro degli Interni, nell’imporre ai cittadini sofferenze tali da far sfigurare l’azione politica dei due parlamentari, proprio sul loro territorio».
«D’altronde – spiega Materazzo – il silenzio assordante dei due parlamentari rispetto ad un andazzo amministrativo veramente disastroso, fa sorgere tanti interrogativi». Il ministro dell’Interno Salvini, infatti, è bene ricordare, è il leader del partito del deputato lametino Domenico Furgiuele, partito oggi forza di governo insieme al Movimento 5 stelle, forza politica dell’altro deputato lametino Giuseppe D’Ippolito che, pur criticando la commissione straordinaria inviando anche un dossier al prefetto di Catanzaro, non è riuscito (insieme a Furgiuele) a far cambiare la terna commissariale e nemmeno e far cambiare passo agli stessi commissari. «Come è possibile – evidenzia Materazzo – tollerare oltre che la terna commissariale non si assume alcuna responsabilità amministrativa scaricando tutto sui dirigenti. Come è possibile che si vada avanti senza una figura tecnica in grado di rilanciare quel poco di edilizia fattibile sul territorio».
La quarta città della Calabria – rileva ancora Materazzo – ha una produzione di permessi di costruire a metà anno, inferiore ad un paesello di 5000 abitanti, non più di 20, con un mare di richieste che sono in attesa di istruzione da anni». E ancora: «Il commercio è bloccato con la teoria delle agibilità e nel mentre la pubblica amministrazione accede ai certificati di idoneità statica per superare problematiche particolari, ai privati questa possibilità è negata».
«Eppure gli Ordini professionali hanno offerto soluzione assolutamente legali per uscire da questo tunnel, senza successo. Probabilmente, arroccati nel “Palazzo” rifiutando ogni contatto con la gente e mettendo a scudo i dirigenti da sacrificare – conclude Materazzo – è naturale almeno bisogna dargli un riconoscimento economico, di qualche centinaio di migliaia di euro, che premi i risultati ottenuti in una città agonizzante».