Lamezia: bambini disabili a scuola senza l’assistenza specialistica

Lamezia Terme – (di Giovanni Mazzei)- “Sono 86 i bambini che si sono visti vietare il diritto allo studio”, è questo il grido di denuncia da parte delle famiglie e dall’associazione ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
L’amara sorpresa è avvenuta per bambini e genitori all’inizio dell’anno scolastico, quando hanno appreso dell’estrema riduzione di ore del personale addetto all’autonomia e alla comunicazione, elemento di raccordo tra il bambino malato e il docente di sostegno.

Dalla conferenza stampa, tenutasi al Chiostro, si alza forte la denuncia e anche la richiesta di un chiarimento concreto dopo un lungo silenzio comunicativo.
La presidente dell’ANGSA, Emanuela Muraca, definisce quella dell’associazione una “battaglia per la civiltà, a difesa non solo del diritto allo studio ma dei diritti umani”. La stessa Muraca espone, poi, i fatti: “nonostante la comunicazione all’ente comunale non appena appresa la situazione, dal comune si sono fatti sentire solamente nella serata del 24 settembre tramite pec”.
Dalla risposta comunale vi sono stati presi accordi per un incontro, tra la parte lesa e i dirigenti comunali, giorno 26 settembre.

L’Italia è uno degli stati che per prima ha avuto e adottato regolamenti per l’inclusività. La figura del personale all’autonomia e la comunicazione costituisce un importante punto di riferimento per l’alunno disabile e le famiglie, importante sia per l’apporto didattico che per la sfera socio-comunicativa.

“Venendo privati di questa figura, capace per esempio di comprendere i segnali che precedono una crisi autistica, i bambini sono stati destabilizzati emotivamente”, spiega il segretario ANGSA,Gabriella Mazzocca.

Vi era già stata una riduzione oraria che ha fatto diminuire la presenza in ore, dalle 30 previste a 8, ora però si è passati a solo 2 ore settimanali: una goccia nell’oceano.

A dare assistenza giuridica all’ANGSA è l’avvocato Lucia Cittadino, la quale dichiara “abbiamo tutti gli strumenti per andare avanti nella nostra battaglia. In ciò ci danno fiducia anche le varie sentenze a favore dei bambini e delle famiglie già disposte dal TAR Calabria”.

Donne agguerrite, che fanno appello a quella speciale forza cui solo le donne e le mamme dispongono, come la dottoressa Giuseppina Statti, che descrive questo diritto negato a 86 bambini disabili come “un’ulteriore mortificazione per i bambini, che mette in mostra una evidente arretratezza culturale, oltre a una indifferenza davvero preoccupante”.E l’indifferenza, si sa, è una disabilità del cuore.

Solidarietà anche dalla dirigente dell’I. C. Perri-Pitagora che appoggia le proteste delle famiglie, lamentando ulteriori disagi in quanto non rientra nelle competenze della scuola la gestione del personale all’autonomia e alla comunicazione.