Lamezia: incontro sull’amministrazione dei beni ecclesiastici

Lamezia Terme – (di Giovanni Mazzei) – “L’amministrazione dei beni degli Enti ecclesiastici alla luce dei nuovi interventi normativi”. Questo il tema dell’incontro, organizzato dal Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro e dal collegio degli avvocati della regione ecclesiastica Calabria, nell’ambito delle giornate di studio 2019 su “Diritto canonico diritto civile: esperienze a confronto”, che si è svolto ieri nell’aula San Giovanni Paolo II del seminario vescovile di Lamezia Terme.
I lavori, coordinati da don Roberto Tomaino, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Lamezia Terme, si sono aperti con i saluti istituzionali da parte di: monsignor Giuseppe Schillaci, vescovo della diocesi di Lamezia Terme; monsignor Vincenzo Varone, vicario giudiziale del tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro; Manuela De Sensi, presidente collegio avvocati regione ecclesiastica Calabria; Dina Marasco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme; Massimiliano Canzoniere, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lamezia Terme.
L’attenzione maggiore è stata dedicata agli interventi dei due relatori principali, Giuseppe Franceschi, membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero, che ha discusso circa “l’amministrazione dei beni degli Enti ecclesiastici: trasparenza e responsabilita’”, e Luigi Mariano Guzzo, docente di Beni ecclesiastici e beni culturali all’Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro, che si è soffermato sul tema che fa da titolo al convegno.
Un tema delicato quello dei beni ecclesiastici che richiede capacità tecniche e pastorali. Una conoscenza della materia non solamente nozionistica, che non sia mera amministrazione ma una gestione attenta e consapevole.
«Per amministrare i beni della chiesa – dichiara il dott. Franceschi – c’è bisogno di trasparenza verso i fedeli che contribuiscono con le offerte, verso chi versa l’otto per mille e verso lo stato italiano, per comprendere come gestite le risorse disponibili. Tutto ciò riguarda la trasparenza ma anche la governance».
Il dott. Guzzo informa come «l’ateneo di Catanzaro sia una delle poche università pubbliche ad avere un corso di laurea che si interessi dell’amministrazione dei beni culturali ed ecclesiastici. Ciò grazie all’idea del prof. Mantineo, il quale ha intuito come lo studio dei beni ecclesiastici fosse molto importante per formazione degli studenti di studi giuridici».
Un’analisi che ha tentato di unire la secolarizzazione del diritto civile e la materia ecclesiastica del diritto canonico. In quanto non esistono beni ecclesiastici che non rispondano alla giurisdizione dello stato Italiano, affinché il bene possa definirsi ecclesiastico deve rispondere a una conformità confessionale.
Una giornata di studi dedicata soprattutto agli addetti ai lavori. Un incontro teso a informare sulle leggi che amministranoi beni ecclesiastici gestiti dalla chiesa,per conseguire le finalità da essa prevista. Quindi anche un possesso non solo spirituale ma anche temporale, un possesso che giurisdizionalmente va gestito e tutelato.