Lamezia, De Biase chiude anche l’ambulatorio di ginecologia: vergogna!!!

Lamezia Terme – “In linea con la mia coscienza di ex operatore amministrativo; politico di lungo corso, sindacalista e soprattutto cittadino di Lamezia, non posso non intervenire con quanti non accettano l’idea che la nostra azienda ospedaliera, specicatamente lametina, continuamente è sottoposta a chiusure di servizi e reparti.
Vergogna!! Vergogna!! Vergogna!!, Basta depauperare la nostra sanità; basta far sentire i lametini per forza Catanzerizzati; Basta dire sempre che a 20 minuti c’è la sempre più nascente cittadella sanitaria e viceversa mai registrare la centralità di Lamezia, se non servirsene con i suoi gioielli che servono al transito dell’intera Calabria”. Lo afferma in una nota Salvatore De Biase, già Presidente del consiglio comunale di Lamezia che aggiunge: “Dopo la protesta ben documentata del Prof. Gerardo Mancuso con la chiusura dei propri servizi di eccellenza; I servizi essenziali della Cardiologia, con suo attivissimo Dirigente Dr Ceravolo; a continuare, l’ultima protesta dolorosa, l’allarme che proviene dal reparto di Ginecologia, con la certezza della chiusura del servizio Ambulatoriale di Ginecologia, occorre insorgere”.

“E basta!! – sostiene De Biase – Generale Cottocelli!! Che fa, sta in silenzio ??Sigg.Commissari dell’Asp, rimanete inchiodati a Cz senza mai conoscere la vera sanità dell’Asp, che si caratterizza soprattutto a Lamezia? Direttore Sanitario Dr Gallucci, intervenga! Assuma iniziative atte a fermare l’emorragia che giornalmente Lamezia subisce!! Fermate concretamente questa espoliazione che offende e va a depauperare un patrimonio sanitario di grande valore e prestigio, che ha segnato la centralità sanitaria di Lamezia, con grandi luminari che hanno attratto utenza da ogni angolo della Calabria”.
“Ma non è tempo di pensare che Lamezia – prosegue De Baise – non merita quanto sta accadendo, o forse il progetto è: rendete Lamezia come Soveria e portate 150.00 utenti a CZ. Se questo è il progetto, il nostro no, dovrà assordare la Calabria che il 26 gennaio va a votare ed’è votata. Non sfugge che il problema sanità in Calabria porta il più grande ospedale virtualmente costruito fuori dalla Calabria, targato Emigrazione; I commissari – conclude – nominati da oltre 10 anni, hanno mostrato che la cura è peggiore del male. Commissari strapagati, chiudono reparti, servizi, e si premiano smantellando la nostra sanità, dove nello specifico Lamezia ne paga il prezzo più alto”.