Lamezia:iniziativa in ricordo di don Pasquale Luzzo

Lamezia Terme – Il 9 Gennaio nella Chiesa del Carmine alle 17,30, in occasione dell’ottantunesimo anniversario della nascita di Don Pasquale Luzzo e a circa sei anni dalla sua morte, la Comunità MASCI(Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) Lamezia Terme 2 “Don Pasquale Luzzo” , ha organizzato un evento che tenesse desto l’operato e il ruolo che il Sacerdote , guida spirituale della Comunità fin dalla sua costituzione, ha svolto nel nostro territorio e nell’intera Diocesi Lametina.
L’idea, già in nuce da lungo tempo, si è man mano concretizzata grazie anche all’entusiasmo
subito dimostrato al progetto da parte del Prof. Francesco Polopoli, stimato professionista e
docente di latino e greco, che originario del quartiere ha goduto, come tanti, degli insegnamenti
del Don.
Il libro illustrato di cui il Prof Polopli, anch’egli appartenete alla Comunità Masci, è autore raccoglie in maniera sobria alcuni aneddoti di vita vissuta dal sacerdote che delineano ed interpretano il carattere del sacerdote, che sicuramente ha segnato la vita di molti che sono cresciuti tenendo ben presente nella loro vita i suoi insegnamenti. Il libro che è l’incipit di un percorso appena iniziato, è stato arricchito sapientemente dall’ottima professionalità del giovane fumettista Lametino Francesco Longo. La presentazione della pubblicazione è avvenuta durante il convegno, appositamente organizzato, in coincidenza dell’anniversario della nascita di Don
Pasquale, nella chiesa stracolma di fedeli e di gente richiamata dal ricordo del sacerdote e
dell’uomo.
L’incontro, coordinato dalla Magistra della Comunità Anna Maione, dopo il saluto del parroco
Don Gigi Iuliano, è proseguito con la presentazione delle “pennellate” non solo colorate
letteralmente, ma soprattutto scritte dall’autore del libro Prof. Polopoli. Di seguito il ricordo
del Prof. Giovanni Martello, che ha illustrato l’azione educatrice svolta dal giovane Don Pasquale,
giunto nel rione di Cafaldo in piena crisi post-sessantottina, nei confronti dei giovani che
confluivano al “Carmine” grazie anche all’attività Scout, già avviata negli anni precedenti.
L’azione di integrazione e di valorizzazione dei giovani svolta dal neo sacerdote , si inseriva nel
solco tracciato da un altro prete “scomodo” Don Lorenzo Milani relegato a Barbiana ma noto
per il suo famoso testo “Lettera a una professoressa”. Sono seguiti gli interventi di due Scout,
Francesco Stella e Francesca Fiore, che hanno sottolineato quanto lo scautismo abbia inciso sulla
identità della parrocchia .
Gli ultimi due interventi sono stati quelli di Monsignor Morosini , arcivescovo di Reggio Calabria, e
di Monsignor Luigi Cantafora. Morosini si è soffermato sull’intesa nata, nel periodo post
conciliare, tra Don Pasquale e i quattro frati minimi che operavano nella Chiesa Matrice e a San
Francesco di Paola a Sambiase. Furono anni in cui le novità già tracciate durante il Concilio non
trovavano grandi favori nelle sfere ecclesiali, ancora attaccate saldamente su posizioni
conservatrici, ma che il giovane Don Pasquale e i frati di San Francesco cominciarono ad attuare
tra la diffidenza e l’ostracismo da parte della stessa chiesa, dando l’avvio ad un processo di
rinnovamento dai frutti insperati. Cantafora ha voluto rimarcare la stima che Don Pasquale,
ormai maturo e meno anticonformista rispetto alle prime fasi del suo sacerdozio godeva tra i suoi
confratelli che lo vollero all’unanimità vicario della Diocesi di Lamezia.
Le parole commosse di Mons. Cantafora hanno evidenziato un’altra caratteristica del nostro Don,
la fedelta’ al suo mandato di pastore di anime che non venne mai meno durante l’intero suo
sacerdozio, caratterizzato dallo zelo per la vigna del Signore , ma anche dalla sua riservatezza che
diventava gioiosità contagiosa quando si trovava giovane tra i giovani, anche se gli anni
passavano per lui e per gli altri.
Alla fine del Convegno si è aperta la mostra dedicata a Don Pasquale che, allocata nei locali
dell’ex asilo Madonna del Carmine adiacente all’omonima chiesa, si sviluppa lungo un percorso
ubicato in quattro ampi locali. Essa illustra, con ampia documentazione fotografica, manoscritti,
documenti e oggetti, le tracce lasciate dal Don nella parrocchia durante la sua lunga
permanenza. Le testimonianze scritte dai vari gruppi della parrocchia rivelano l’amore con il quale
ha curato il suo gregge, vivendo intensamente ogni attività che i molteplici gruppi svolgevano
all’interno della parrocchia . Non mancano gli angoli che illustrano le passioni del Sacerdote che
amava le ardue cime e la natura silenziosa, ma che ampliava la sua azione pastorale anche
attraverso la squadra del Carmine , attraverso cui centinaia di giovani hanno sperimentato i valori
dello sport coniugati a quelli della fede. La mostra resterà aperta per tutte le Domeniche di
Gennaio e la prima di Febbraio dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00. Chiunque voglia
mandare aneddoti, testimonianze, scritti, articoli che lo riguardino può farlo inviandolo al sito
www.donpasqualeluzzo.it. Presto sarà costituita un’associazione “Don Pasquale Luzzo” che
cercherà con attività varie di tener viva la memoria di un sacerdote che è stato un autentico
testimone della sua vocazione sacerdotale.