Lamezia Terme, 29 gennaio 2026 – “In questa situazione lascio il gruppo del Partito democratico. Mi trovavo davanti a una scelta già compiuta, che meritava di essere motivata in modo serio e approfondito. Non poteva essere liquidata con un comunicato e mi è sembrato doveroso farlo anche per rispetto e, consentitemi di dire, per gratitudine verso una stampa attenta, presente sul territorio, che spesso svolge un ruolo di controllo e di stimolo che la politica, a volte, non esercita fino in fondo”. È quanto ha dichiarayo l’ex senatrice demo Doris Lo Moro nel corso della conferenza stampa convocata appositamente per annunciare il suo addio al PD. Ormai era nell’aria da qualche settimana il malessere all’interno del gruppo consiliare del Partito Democratico a Lamezia Terme. Il primo e pesante componente a lasciare è proprio lei, la candidata della coalizione di centrosinistra, Doris Lo Moro. “Molto spesso leggo sulla stampa – prosegue l’ex deputata – critiche che la politica non fa e raccolgo informazioni che utilizzo anche nel mio ruolo di consigliere comunale. Per questo ho ritenuto giusto questo incontro. Non parlo delle crepe nella maggioranza, quelle ci sono dappertutto, sono qui – ha affermato Doris Lo Moro – per denunciare invece la situazione nel centrosinistra. Voglio capire: chi sono io? La mia aspirazione è garantire l’opposizione e capire come poterlo fare. Lo stiamo facendo? Io dico di no”. Le parole di Doris Lo Moro sono chiare e dirette: “Tenere la coalizione compatta è un valore ma per farlo devo trattare per ogni pratica e soprattutto ingoiare ogni giorno ciò che accade, tra scortesie e molto altro, venendo meno ad un pezzo del mio impegno che è fare politica e, in questo caso, opposizione in modo libero, senza guardarsi le spalle anche dai cosiddetti poteri forti. Il principio che mi ha guidato prima in campagna elettorale, poi nella formazione delle liste e infine in Consiglio comunale è stato quello di preservare l’unità delle liste e dell’opposizione ed è un principio sacrosanto, ma incontra dei limiti. Se l’unità diventa un alibi che impedisce di fare una sana opposizione, se abbassa il livello dell’azione politica, allora non è più un principio sano”. Poi si sofferma sull’esclusione dalle commissioni consiliari del collega Gennarino Masi: “Non si può ipotizzare localmente un partito che organizza spedizioni punitive – ha sottolineato Doris Lo Moro – non ha l’equilibrio giusto per gestire il potere che gli è stato affidato. Non posso continuare così, non penso di cambiare casacca, andrò nel gruppo misto e da lì farò la mia battaglia. Non voglio dare adito a giudizi di trasformismo a chi non può permetterselo. Rimango fedele al mio percorso umano e politico ma prendo le distanze da questo PD, con alcuni dei protagonisti anche una distanza umana. Quello che dirò in consiglio comunale lo dirò a titolo personale, da onorevole, e lo posso dire forte in un contesto dove si ostentano titoli senza averne neanche diritto. Mi riprendo la mia storia e la mia libertà. È chiaro – conclude Doris Lo Moro – che questa scelta comporta conseguenze: ho fatto la tessera fino all’anno scorso, non la rinnoverò.”








