
Renda Piero
Lamezia Terme, 23 febbraio 2026 – “Lamezia Terme, un grande progetto, un grande sogno,ancora non realizzato.Visioni diverse della città hanno portato ad uno scollamento totale.Chi identifica la città con il corso Numistrano , C.so Giovanni Nicotera, la Cattedrale, chi con San Teodoro con il Castello Normanno, chi con piazza Diaz, piazza Fiorentino, chi con Piazza Italia senza aver mai inquadrato e condiviso un progetto comune.
Un grande errore lo fece la Giunta Lomoro accentrando tutte le realtà scolastiche in un solo luogo a discapito di altre, creando oltre al malumore anche caos del traffico. Se si cammina per la città si notano zone con accentramento di gente,auto, negozi, altre nella desolazione totale. I centri storici sono vuoti.
Santa Eufemia,che risale ai tempi dei Normanni con la sua Abbazia Benedettina, oggi svincolo stradale, ferroviario, aeroportuale è ridotta al degrado ed isolamento.
Una città di filosofi, patriotti, tanta cultura, ricca di storia , sembra di avere due Francesco Fiorentino, due Giovanni Nicotera, zone riservate all’elite ed altre all’abbandono.
La cultura sta nel popolo , nelle tradizioni, abitudini, valori, linguaggio, come spesso viene enunciato e non nei circoli e salotti privati.
Una città dovrebbe essere unità nel bene e nel male .Non può esistere un Giugno lametino esclusivamente su Nicastro ne un carnevale , istituzionalizzato ultimamente, esclusivamente di Sambiase e nello stesso tempo organizzare altre due carnevali come S. Eufemia e S. Teodoro.
Il problema comunque è culturale che ha origini nella politica, nella chiesa , nello sport . Sono evidenti le divisioni che crea la politica tra le famiglie stesse. La chiesa lametina , che dovrebbe portare amore , uguaglianza, pace sta diventando di pochi ed invece di essere un unico corpo sembra di avere all’ interno tante chiese dove ognuna va da se. La chiesa Cattolica Cristiana deve essere esclusivamente fede in Dio.
Se alle messe vanno pochi ci sarà un motivo.
Ci si chiede che c’entra la politica con la con la religione? Chi discrimina le razze, l etnia può essere cristiano?
Il trinomio del fascismo fu: Dio, Patria, Famiglia e basta guardare sui social chi ci amministra professano le stesse idee mettendo al centro la loro persona, le loro famiglie e si fanno vedere con simboli religiosi
il nostro Vescovo dovrebbe prendere una posizione netta e le distanze da questi politici , per consigliarli di rivedere le loro posizioni , che non fanno altro che dividere la città ,creando odio e disprezzo anche per quella povera gente ,proveniente da tante parti del mondo, fuggita dalle guerre e povertà e che ha trovato rifugio nella nostra realtà.
Quel che serve oggi è ripensare a Lamezia Terme come città policulturale e pluri etnica, inclusiva , per il progresso ed anche perché il mondo va avanti . Ricordiamo che la città ha nel simbolo il Bastione di Malta , le tre torri indicando gli ex comuni, la scritta Vis Unita Fortior e nel nome le Terme.”









