Lamezia Terme, 4 marzo 2026 – On.le Segretario, una premessa. Questa più che una lettera è un sermone e non me ne scuso. Da quale pulpito? Chi sono io? Nessuno in termine di rappresentanza. In altre stagioni fui direttore di un dipartimento di salute mentale, oltre ad incarichi dirigenziali e universitari e coordinai alla Regione la chiusura dei ‘manicomi’.
Ora sono un semplice iscritto del Partito democratico, in passato nella segreteria del circolo lametino. Per la mia ottava decade e non inseguendo ruoli istituzionali, mi sento libero di favellare per i pochi interessati sui nostri scheletri negli armadi, e mi riferisco espressamente a ciò che sta avvenendo in Calabria. Molti cittadinici osservano con derisione e considerano i nostri dirigenti, (facendo poi di tutta l’erba un fascio) zomby della politica ma hanno problemi ben più seri dell’interessarsi alle nostre beghe infantili che necessiterebbero di una psicoterapia di gruppo.
Una provocazione che sarà, proprio per la mia insignificanza, più che malaccetta, ignorata.Preciso pure che essa nasce dall’attaccamento ad alcuni ideali che il nostro partito in Italia, con qualche titubanza, ancora difende. Il livello della classe politica italiana è globalmente scadente ma, con tutti i distinguo e le contraddizioni,l’intera area del ‘centro-sinistra’ resta un baluardo a difesa dei principi fondanti della costituzione e dei diritti fondamentali dell’uomo. Purtroppo le molte dichiarazioni non si traducono in coinvolgenti proposte operative: sono prive di passione.
In Calabria il partito è un’armata Brancaleone’:colpe, errori ed orrori? Riguardano variamente un’intera squadra di cui tu sei il capitano e dunque corresponsabile. Individualmente ognuno può ritenersi o essere una capace o nobile ‘creatura’ ma non mi si racconti che l’agire in politica è soprattutto una ‘conta’ del peso di ogni schieramento. Se essa non è sguardo d’assieme verso le sofferenze del mondo diventa tossica: si diventa dipendenti dalla dopamina, quel ‘bio fattore’ che stimola la ricerca di un piacere anche nel potere, qualunque esso sia, ovunque lo si possa raggiungere: nelle strutture nevralgiche di intere nazioni fin nell’ultimo vicolo del nostro più piccolo paese.
Gran parte dei dirigenti calabresi si è asserragliata nelle gabbie del proprio IO… del reale o presunto potere dell’IO, dimentichi totalmente del NOI, del ‘corpo’ del noi, del corpo sofferente dei paesi, delle città, delle famiglie, delle persone, figuriamoci se possono ascoltare quei militanti o simpatizzanti (sempre di meno) che ancora vorrebbero contribuire al miglioramento della qualità del vivere, con una speciale attenzione per le persone più fragili.
Nello sconquasso planetario dove i governanti si misurano tra chi ha il ‘missile’ a più lunga gettata, è uggioso soffermarsi sui fucili con il tappo come nelle fiere paesaneadoperati a Lamezia da un partito che anziché svolgere un efficace ruolo di opposizione è in uno stato di futilebelligeranza interna.Se a fronte della debolezza del centro sinistra, la Lega ha raggiunto il 24 % degli elettori, qualche domanda avresti dovuto, solo per questo, fartela. Già la governance nazionale, piuttosto che commissariare l’aborrito circolo lametino avrebbe dovuto valutare il commissariamento dell’intero gruppo dirigente del PD calabrese, per i fallimentari risultati elettorali e per l’inagibilità democratica. Almeno saresti dovuto intervenire con determinatezza per ristabilire una qualche pacificazione e la individuazione, senza laceranti conteggi di tessere, talora di accatto, un gruppo dirigente condiviso. Probabilmente per difendere equilibri interni non puoi concretamente farlo.
In effetti anche tu hai partecipato nel ruolo di coroner ad assemblee ridotte a camere mortuarie tra morti e sopravvissuti intorno al cadavere del partito.Così continua il dissennato spreco di energie fra tanti personaggi che dal Pollino all’Aspromonte si accapigliano o intrecciano provvisorie alleanze pensando a futuri scranni in qualche palazzo, un comitato elettorale permanente, mentre il ‘sistema’ Calabria è alla deriva socioeconomica e sanitaria.E’comprensibile che, grazie anche all’astuto Occhiuto, stravincano le destre: esse realisticamente trovano il modo di accordarsi nella distribuzione delle prebende. Noi ci limitiamo a farle il solletico, nel consiglio comunale di Lamezia come in quello regionale.
In questo desolante paesaggio forse il tuo obiettivo è quello di sopravvivere all’ impotentiagenerandi di nuove prospettive che attanaglia il partito. Intanto alcuni tuoi accoliti intendono spadroneggiare anche a Lamezia nonostante il vistoso calo elettorale alle regionali rispetto alle amministrative. Non credo che nelle parti più sensibili della tua psiche possa albeggiare la quiete delle ragioni (e dello spirito-sic!) per quanto ti possa ritenere assolto… “questa è la politica che fan tutti… accettarla o lasciar perdere”. Magari la avverti come un sacrificio… in giro per monti e pianure, trascurando la famiglia… (così si dicono tanti, tradendo qualcosa).
Quale riconoscimento può avere un segretario regionale che non si è pubblicamente pronunciato per il tentativo di escludere dal gruppo consiliare un ex candidato a sindaco poi rifiutato come capo gruppo e infine migrato nel gruppo misto tra la summa laetitudodi alcuni. E proprio ora ho appreso che la Commissione provinciale di garanzia, espressione di una parte (ci permettiamo perfino degli ossimori) ha sospeso per un mese Gennarino Masi, consigliere comunale ed ex segretario cittadino reo di aver espresso un dissenso. Alla comiche appartiene una videoregistrazione di una loro riunione.
Mi verrebbe da considerare che è improprio definire il Partito Democratico in Calabria come democratico e progressista anziché come un partito conservatore di centro. Il lavoro paziente da dedicare alle eguaglianze sociali e al buon governo delle città sembra essere sostituito dietro una stinta bandiera rossa da slogan che nascondono un’unica finalità: comparaggi dietro le quinte su chi pesa di più nell’organigramma per le succedentesi tornate elettorali.
Per concludere, allo stato, non si tratta di confronti di idee finanche muscolari tra le diverse componenti e relative tattiche politiche, che sono sempre esistite, ma di perdita di quei valori morali che furono considerati centrali da Berlinguer. Se così veramente fosse e riguardasse anche te, la tua funzione si è esaurita. Mi auguro invece, e lo sottolineo, di essermi sbagliato nella fogacomiziale ma resta centrale la verifica collettivasul tuo agire e dell’intera segreteria da parte di amici e compagni che come me non contano nulla ma conservano l’appartenenza ad un comune sentire civico e solidaristico (fino a quando?). Fossimo solo 4 reduci affetti da demenza presenile, voglio ancora sognare nelle retrovie “il sol dell’avvenire”. E alla fine della predica: AMEN!
CESARE PERRI
Già nella segreteria e nel direttivo del PD di Lamezia Terme.









