Lamezia Terme, 8 luglio 2026 – Un duro atto di chiarimento che spazia dalle dinamiche interne all’organo di controllo fino ai nodi più critici della finanza locale. Il dottor Gabriele Docimo, componente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Lamezia Terme, ha inviato una dettagliata nota formale per contestare la sua verbalizzazione come “assente ingiustificato” in alcune recenti sedute e, contestualmente, per mettere nero su bianco le proprie pesanti osservazioni sul Rendiconto di gestione 2025 e su altre delibere cruciali per le casse dell’ente.
Il caso delle assenze: «Ero agli esami di Stato, il Presidente sapeva»
In apertura della nota, Docimo respinge con fermezza la ricostruzione emersa dai verbali numero 44 del 30 giugno 2026 e successivi del 2 luglio dello stesso anno. Il professionista precisa che la mancata partecipazione fisica era dovuta a impegni istituzionali inderogabili, essendo stato nominato dal Ministero dell’Istruzione quale componente della commissione per gli esami di maturità, oltre che a pregressi impegni personali non differibili.
Queste circostanze, spiega il revisore, erano state tutte preventivamente rappresentate al Presidente del Collegio il quale, tuttavia, ha evidentemente ritenuto di non tenerle in debita considerazione. Nonostante l’assenza fisica, Docimo sottolinea di aver comunque analizzato la corposa documentazione, lamentando come la sollecitudine con cui è stato licenziato il parere sul Rendiconto 2025 non gli abbia permesso di inserire le proprie considerazioni nel verbale ufficiale.
I conti del Comune: disavanzo in aumento di 8 milioni
Entrando nel merito dei numeri d’aula, l’analisi del revisore è tutt’altro che rassicurante. Sul Rendiconto di gestione 2025, Docimo evidenzia un maggior disavanzo di ben 8.020.547,04 euro rispetto all’esercizio precedente. Questo incremento deriva in larga parte dalle criticità già sollevate dalla Corte dei Conti per la Calabria con le deliberazioni del 2025 e del 2026. Per questo motivo, il revisore invita l’Amministrazione comunale ad assumere senza indugio tutti i provvedimenti necessari per coprire lo scoperto, chiedendo di essere informato tempestivamente sulle azioni che si intendono intraprendere.
La piaga della mancata riscossione e il nodo delle alienazioni
Il vero tallone d’Achille dell’Ente rimane la cronica difficoltà nella riscossione delle entrate correnti, associata a una politica di accertamento ritenuta deficitaria. A dimostrarlo sono i numeri dei residui attivi, ovvero i crediti che il Comune vanta ma non ha ancora incassato al 31 dicembre 2025. Nello specifico, si registrano oltre 65 milioni di euro per le entrate tributarie del Titolo I, a cui si aggiungono oltre 6,5 milioni per i trasferimenti del Titolo II e circa 8 milioni per le entrate extratributarie del Titolo III. A fronte di una cassa vincolata solida di quasi 28 milioni, la cassa libera è costantemente esigua, un fattore che rischia di spingere gli uffici a utilizzare fondi vincolati per pagare le spese correnti, compromettendo la regolarità della gestione.
Un altro dato emblematico di questa debolezza nella programmazione riguarda il Piano delle alienazioni immobiliari. A fronte di una previsione definitiva di competenza pari a oltre 5,6 milioni di euro inserita nel Documento Unico di Programmazione, le somme effettivamente accertate sono state appena 72.902,40 euro, pari allo 0,65% del previsto, con incassi ancora inferiori che superano di poco i 48mila euro. Questa irrisoria percentuale evidenzia, secondo Docimo, notevoli criticità nell’attuazione dei piani comunali, nonostante i ripetuti richiami del Collegio.
Contenziosi legali e fondo rischi insufficiente
Preoccupa anche la gestione del rischio legale e dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze di condanna. Sebbene il Comune abbia aumentato il Fondo contenzioso portandolo a circa 8,5 milioni di euro nel Rendiconto 2025, Docimo evidenzia che l’Ente ha adempiuto solo parzialmente alle prescrizioni della Corte dei Conti. La magistratura contabile aveva infatti richiesto di adeguare l’accantonamento al valore del contenzioso certificato, stimato in circa 12 milioni di euro, lasciando così scoperto potenziale per quasi 3,5 milioni.
Per arginare questo fenomeno, il revisore suggerisce di attivare procedure transattive preventive ed esercitare l’autotutela per bloccare sul nascere i contenziosi, avviando contemporaneamente verifiche interne per accertare eventuali responsabilità o omissioni dei settori che hanno causato le liti giudiziarie.
Le proposte per la svolta: digitalizzazione e riorganizzazione
Per uscire da questa situazione di stallo finanziario, la nota si chiude con una serie di raccomandazioni pratiche indirizzate alla giunta e agli uffici preposti. Viene suggerito un immediato rafforzamento dell’Ufficio Tributi attraverso una redistribuzione più efficace del personale interno, valorizzando competenze e professionalità per rispondere meglio ai carichi di lavoro.
Parallelamente, Docimo invita l’ente a procedere a una fattiva digitalizzazione dell’anagrafe tributaria, allineando le banche dati comunali tramite l’incrocio delle informazioni con le altre Pubbliche Amministrazioni. Infine, si spinge verso un maggiore utilizzo degli istituti deflattivi previsti dalla legge in sinergia con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, uno strumento fondamentale per alleggerire il contenzioso fiscale e garantire entrate certe e rapide nelle casse comunali nel pieno rispetto dei diritti del contribuente.









