Lamezia Terme, 20 luglio 2026 – Domani il consiglio comunale di Lamezia Terme si appresta a vivere una delle sedute più delicate e politicamente cariche degli ultimi anni. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del Rendiconto 2025 e del contestato Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, una manovra guidata dalla giunta Murone per evitare il dissesto. I numeri per l’approvazione formale in aula sembrano esserci, ma il vero voto di domani non sarà solo economico: sarà un termometro politico capace di far saltare gli equilibri interni della coalizione di centrodestra a partire da mercoledì mattina.
Il fattore “Futuro Nazionale”: la spina nel fianco della coalizione
A contribuire profondamente alla crisi del centrodestra lametino, e a surriscaldare il clima della vigilia, è soprattutto il peso specifico assunto da Futuro Nazionale. La presenza di questa forza politica sia all’interno della Giunta sia tra i banchi della maggioranza consiliare viene vista da molti alleati come una vera e propria anomalia e un fattore di forte destabilizzazione. La crescita e il posizionamento strategico del movimento hanno alterato i vecchi pesi della coalizione, generando forti malumori e diffidenze incrociate che domani rischiano di venire a galla.
Forza Italia: il cortociruito tra Giunta e vertici regionali
Il posizionamento degli azzurri è un vero e proprio enigma tattico. Se da un lato gli esponenti di Forza Italia sia in commissione che nella giunta Murone hanno mantenuto la linea della governabilità votando sempre favorevolmente al Rendiconto, fuori dall’aula l’aria è pesantissima. Il consigliere regionale e vicecoordinatore calabrese Emanuele Ionà, affiancato dall’ex sindaco Paolo Mascaro, si è schierato apertamente e fermamente contro il piano di riequilibrio, ritenendolo una penalizzazione eccessiva e ingiustificata per il futuro economico della città. La spaccatura tra la gestione amministrativa locale e l’indirizzo politico del partito rischia di lasciare strascichi profondi.
Fratelli d’Italia e il “caso Murone”: l’indicazione ignorata
Non va meglio in casa Fratelli d’Italia. Il viceministro e leader del partito in Calabria, Wanda Ferro, ha progressivamente e chiaramente preso le distanze dalle scelte del sindaco Murone. Tuttavia, le indicazioni arrivate dal vertice regionale del partito non hanno trovato sponda nel gruppo consiliare lametino, che sembra intenzionato a seguire la propria linea in aula anziché l’indirizzo politico della dirigenza nazionale e regionale.
La Lega in frantumi: tre anime per un solo partito
Il quadro più frammentato è senza dubbio quello della Lega, ormai esplosa in tre tronconi distinti sul territorio: La fazione di Mancuso: L’ala ufficiale guidata dal vicepresidente della Regione Calabria, saldamente ancorata alle dinamiche di governo regionale. L’ala Furgiuele: I fedelissimi del deputato lametino hanno ormai cambiato casa, traslocando armi e bagagli proprio sotto il neonato simbolo di Futuro Nazionale, diventando l’asse portante di quella presenza in giunta che tanto agita gli alleati. Il gruppo Bevilacqua: Il paradosso politico perfetto. In Regione Calabria il consigliere Bevilacqua e i suoi riferimenti siedono convintamente al tavolo del centrodestra, mentre al Comune di Lamezia Terme si posizionano fermamente sui banchi dell’opposizione.
Lo scenario post-voto: Domani i numeri salveranno tecnicamente le casse comunali. Il piano passerà, ma la vera conta inizierà un minuto dopo la chiusura della seduta. Con la forte pressione esercitata dalla presenza di Futuro Nazionale e i partiti tradizionali ridotti a geometrie variabili, da domani nel centrodestra lametino gli equilibri politici potrebbero saltare definitivamente, ampliando una crisi che dura ormai da sei mesi.









