Lamezia Terme, 21 luglio 2026 – Una maratona consiliare durata oltre otto ore ha caratterizzato la seduta odierna del Consiglio comunale di Lamezia Terme, trascorsa tra scontri tecnici e accesi confronti politici. Al centro del dibattito in Aula l’approvazione del Rendiconto di gestione 2025 e la contestuale decisione di ricorrere a un nuovo Piano di riequilibrio finanziario pluriennale.
Il quadro finanziario: disavanzo oltre i 50 milioni
Nel corso della seduta ha fatto la sua prima uscita pubblica in aula la neo-assessora al bilancio Nardo, insediatasi da circa due mesi. Il bilancio consuntivo, giunto all’esame del Consiglio a ridosso della scadenza stabilita dalla Prefettura, evidenzia un disavanzo da ripianare che sale da 42.056.903,15 euro a 50.077.450,19 euro.
Il disavanzo, accumulato nel tempo anche a causa del riaccertamento e dell’accorpamento di rateizzazioni pregresse e delle osservazioni mosse dalla Corte dei Conti sui fondi accantonati e vincolati (tra cui il fondo contenzioso), impone ora la redazione di un nuovo piano di rientro. Entro i prossimi 90 giorni (indicativamente entro metà ottobre), l’amministrazione guidata dal sindaco Murone dovrà definire e votare in aula il piano dettagliato con una dilazione temporale fino a 20 anni.
Il voto e il blocco delle assunzioni
Il Rendiconto 2025 è stato approvato con 15 voti favorevoli della maggioranza e 9 contrari dell’opposizione (tra cui il consigliere Nicotera). Analogamente si è conclusa la votazione sull’adesione al Piano di riequilibrio.
L’adesione a tale procedura finanziaria comporterà stringenti vincoli per la macchina amministrativa: tutte le future assunzioni dovranno prima ricevere l’avallo della commissione ministeriale competente, mentre verranno bloccate le collaborazioni a tempo determinato, compresi gli incarichi per dirigenti esterni e lo staff del sindaco.
Regolamento TARI: il “giallo” dell’emendamento annunciato da Forza Italia
Uno dei punti politici più caldi dell’intera giornata ha riguardato l’aggiornamento del regolamento TARI e le modifiche alle esenzioni per le fasce deboli. Il testo proposto della giunta prevedeva la revisione delle agevolazioni per gli invalidi e i disabili gravi (Legge 104), mantenendo l’esenzione al 100% sulla prima casa solo entro un limite ISEE di 9.530 euro e riducendola al 50% tra 9.530 e 18.000 euro.
Alla vigilia del Consiglio, il dibattito interno alla maggioranza era stato particolarmente acceso. Nei giorni precedenti si era profilata l’ipotesi di correttivi sostanziali: oltre alle posizioni assunte da Futuro Nazionale (che aveva depositato una proposta di emendamento per evitare tagli al sociale), la stessa Forza Italia, per voce di Emanuele Ionà, aveva preannunciato un intervento correttivo a tutela dei diritti dei cittadini disabili e dei pensionati con redditi bassi.
Giunti in Aula, tuttavia, l’annunciato emendamento di Forza Italia non è stato presentato. La maggioranza ha scelto di far blocco comune attorno alla proposta di Giunta modificata e difesa dal sindaco Murone. Il centrosinistra ha cercato di intervenire proponendo una sospensione dei lavori per redigere ed emendare il testo, ma la proposta di rinvio e la pausa richiesta sono state respinte dall’Aula.
Alla fine, la modifica al regolamento TARI è passata con 14 voti favorevoli della maggioranza, 4 contrari e l’astensione del consigliere Branca. L’esito della votazione ha scatenato le critiche delle minoranze per le modalità e le tempistiche con cui la maggioranza ha gestito il confronto, ritirando le velleità di modifica sbandierate alla vigilia per non incrinare la compattezza della coalizione.
Rottamazione cartelle esattoriali
In chiusura di seduta, il Consiglio ha votato la misura per consentire la definizione agevolata e il pagamento rateizzato dei tributi non riscossi e affidati all’Agenzia delle Entrate, per un ammontare stimato di circa 54,9 milioni di euro. Il provvedimento è stato approvato con 15 voti favorevoli e dopo l’uscita dall’aula dei gruppi di centrosinistra in segno di protesta per la gestione dei lavori.









