Lamezia Terme, l’amaro sfogo di Mascaro dopo il sì al Rendiconto: «Una pagina buia per la città»

Lamezia Terme, 22 luglio 2026 — L’ex sindaco attacca l’aula per l’approvazione del documento e del piano di riequilibrio senza correttivi. Svanita la speranza dell’emendamento annunciato da Ionà e auspicato da Forza Italia. Subito dopo l’esito della seduta del Consiglio Comunale dedicata all’approvazione del Rendiconto 2025 e del piano di riequilibrio pluriennale, l’ex sindaco Paolo Mascaro ha affidato ai social un duro e amareggiato commento, mettendo nel mirino il dibattito e le decisioni assunte dall’aula.

​Con un titolo dai toni perentori, “Tempus est desinere”, Mascaro parla senza mezzi termini di un triste e prevedibile epilogo per la politica cittadina. Nel suo messaggio, l’ex primo cittadino sottolinea come durante la discussione sia emersa una totale assenza di volontà di approfondire i temi contabili, accompagnata dalla mancanza di capacità di ribattere nel merito alle criticità sollevate. A suo avviso, l’aula si è limitata a pronunciare vuote parole prive di vero contenuto programmatico.

​L’aspettativa dell’emendamento e lo strappo politico

​L’amarezza di Mascaro si colloca al culmine di una serie di interventi con cui, già nei giorni precedenti alla seduta, l’ex sindaco aveva sollevato forti perplessità sulla struttura tecnica e contabile dei documenti finiti al vaglio dell’assise. Mascaro aveva espresso pubblicamente la speranza che il piano e il rendiconto potessero essere corretti in extremis in aula attraverso un emendamento risolutivo da parte di Forza Italia, partito di riferimento della sua area politica.

​Tale opzione sembrava peraltro trovare riscontro negli orientamenti vigenti alla vigilia della seduta, in linea con quanto preannunciato dallo stesso dirigente di Forza Italia, Emanuele Ionà. L’auspicio di Mascaro era che la forza politica di maggioranza relativa facesse valere la propria linea critica per emendare il testo, evitando l’approvazione di atti ritenuti tecnicamente fragili o fuorvianti per i saldi dell’Ente.

​Le critiche sui debiti esigibili e l’allarme per la città

​Con la bocciatura o il mancato deposito dei correttivi ipotizzati e il successivo via libera del Consiglio al testo originario senza modifiche sostanziali, la critica di Mascaro si è fatta ancora più stringente nel merito tecnico delle delibere passate. L’ex primo cittadino sostiene infatti che siano stati licenziati documenti clamorosamente errati e che il piano di riequilibrio sia stato adottato senza che nessuno, durante l’intero dibattito, sia stato in grado di indicare anche un solo debito realmente esigibile.

​L’analisi di Mascaro si chiude così con una nota di forte preoccupazione per il futuro finanziario e amministrativo della comunità lametina. Definendo quanto accaduto nell’assise cittadina come una pagina triste e buia della vita amministrativa locale, l’ex primo cittadino esprime un accorato timore con un lapidario «Povera Lamezia», certificando una spaccatura politica che rischia di avere pesanti strascichi nei prossimi equilibri consiliari.