Lamezia Terme, 23 luglio 2026 – Un denso fumo nero e fiamme alte che divorano le finestre di un palazzo. È la scena drammatica che si è consumata intorno alle 20 di questa sera in via San Miceli (San Michele) a Lamezia Terme, dove un appartamento appena riqualificato è stato avvolto da un violento incendio. Sul posto sono intervenuti d’urgenza i Vigili del Fuoco per domare il rogo e i Carabinieri, impegnati nelle indagini e nei rilievi per accertare le cause dell’accaduto e mettere in sicurezza l’area. Secondo quanto appreso non ci sono al momento feriti. Sul posto per domare le fiamme ci sono i Vigili del fuoco del Distaccamento di Lamezia Terme e agenti della Polizia di Stato.
L’immobile colpito fa parte degli alloggi acquistati e ristrutturati dall’ATERP nell’ambito del piano per lo smantellamento definitivo del campo di Scordovillo. Secondo le prime ricostruzioni, l’appartamento era ormai completamente pronto per l’assegnazione a una famiglia con bambini, che dopo anni di attesa avrebbe finalmente potuto abbandonare il degrado della baraccopoli per iniziare una nuova vita in una sistemazione dignitosa. L’episodio odierno, subito documentato dai residenti con video e testimonianze diffuse sui social network, rappresenta l’ennesimo capitolo di un’escalation di raid vandalici e roghi che rendono inagibili le case prima ancora della consegna delle chiavi, con il rischio che venga compromesso l’intero edificio.
Dietro la distruzione sistematica di questi appartamenti si agitano due forze parallele che stanno paralizzando il piano d’integrazione. Da un lato emerge un clima di forte intolleranza da parte di alcuni residenti dei quartieri individuati, spaventati dalle possibili ricadute sulla sicurezza. Dall’altro si allunga l’ombra cupa della criminalità organizzata locale. Per le consorterie criminali, infatti, il campo di Scordovillo rappresenta da sempre una strategica “zona franca” e un hub logistico per lo spaccio di stupefacenti, il traffico di rame e lo smaltimento illecito di rifiuti.
La chiusura del campo e la dispersione delle famiglie sul territorio cittadino colpiscono al cuore questi interessi illeciti. Bruciare la casa destinata a dei bambini in via San Miceli non è soltanto un atto di brutale vandalismo, ma un vero e proprio messaggio intimidatorio per bloccare i trasferimenti e mantenere in vita la roccaforte di Scordovillo. Quanto accaduto questa sera dimostra come la vicenda superi ormai l’emergenza abitativa per trasformarsi in una sfida aperta tra lo Stato e la criminalità, dove a fare le spese della violenza sono ancora una volta i più vulnerabili.









