
Annita Vitale
Lamezia Terme, 25 luglio 2026 – Un attacco politico e istituzionale durissimo, dettato da un profondo sdegno per la gestione del confronto democratico e da una decisa presa di posizione a tutela delle categorie più fragili. Nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Lamezia Terme svoltasi il 21 luglio 2026, la consigliera comunale Annita Vitale — eletta nelle file di Azione e segretario cittadino del partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda — ha pronunciato un’accorata dichiarazione di voto che ha scosso l’aula.
La denuncia della «bolla totalitaria»
L’intervento della segretaria cittadina di Azione ha messo direttamente nel mirino quella che ha definito una deriva autoritaria e un atteggiamento di chiusura netta dimostrato dall’amministrazione e dalla maggioranza di governo. Vitale ha denunciato di aver vissuto un’atmosfera assimilabile a una vera e propria bolla totalitaria, all’interno della quale un consesso civico democratico, chiamato a rappresentare le istanze dei cittadini attraverso consiglieri regolarmente eletti, sembra non avere più alcuna ragione di esistere o trovare casa. Secondo l’esponente Riformista, la maggioranza starebbe abusando dei propri numeri per blindare ogni provvedimento — dall’approvazione del rendiconto fino alla gestione della TARI — precludendo qualsiasi margine di dialogo con le minoranze e calpestando le regole basilari della dialettica democratica.
La politica dell’intimidazione «a colpi di machete»
Il passaggio centrale e più duro della consigliera di Azione ha riguardato le esternazioni e la condotta del primo cittadino, accusato di voler annullare le prerogative dell’aula e il ruolo dei rappresentanti eletti. Vitale ha sottolineato come la dichiarazione pubblica del Sindaco di voler procedere a colpi di machete crei una frattura insanabile all’interno delle istituzioni cittadine. Tale atteggiamento simboleggia la volontà politica di strappare il tessuto democratico e azzerare il confronto, imponendo le decisioni dall’alto e trasformando la gestione pubblica in uno scontro muscolare. La consigliera ha inoltre rimarcato il pesante corto circuito istituzionale in atto: le proposte e le osservazioni dell’opposizione, pur venendo spesso apprezzate nel merito all’interno delle Commissioni consiliari, giunte in aula vengono sistematicamente liquidate come inutili o pretestuose, svuotando di significato il lavoro degli organi comunali.
La difesa delle fasce fragili e il taglio ai disabili
Entrando nel merito delle delibere in discussione, l’esponente di Azione ha contestato con forza le scelte fiscali sull’imposta dei rifiuti. La consigliera ha denunciato come la manovra applichi un taglio netto alle tutele di molti cittadini con disabilità, mantenendo invece agevolazioni storicizzate soltanto per limitate categorie. Tale impostazione, secondo Vitale, rivela una scelta politica precisa della maggioranza, che attribuisce alla disabilità un peso e un valore differenti a seconda dei casi. Ricordando che la politica ha responsabilità sociali gravissime, Vitale ha richiamato l’aula alla serietà, sottolineando che dietro questi atti ci sono famiglie e persone costrette a vivere chiuse in casa ventiquattr’ore al giorno per assistere i propri cari, e che non è ammissibile mettere in scena teatrini muscolosi sulla pelle dei più fragili.
Un voto contrario di principio
Pur essendo inizialmente orientata verso un voto di astensione, la segretaria cittadina di Azione ha scelto infine di esprimere un voto contrario netto e definitivo. Una decisione matura e di principio, assunta per rigettare con forza un metodo di governo ritenuto lesivo delle prerogative democratiche, nella profonda convinzione che in politica la forma sia sostanza e che le regole del rispetto istituzionale non possano mai essere preposte alla forza dei numeri.








