Lamezia Terme, 26 agosto 2026 – Ho letto con soddisfazione le dichiarazioni del sindaco Mario Murone sulla possibile permanenza, nella maggioranza e nell’amministrazione comunale, di esponenti che si richiamano al movimento di Roberto Vannacci.
Finalmente è arrivata una posizione chiara. Il sindaco ha riconosciuto che esistono princìpi e valori sui quali non sono possibili mediazioni, parlando apertamente di «temi insuperabili». Ha ricordato, tra gli altri riportando le sue parole, il rispetto dei diritti civili, la tutela delle donne, il rifiuto di ogni discriminazione verso gli immigrati e le comunità rom, ma anche le conseguenze che certe concezioni politiche potrebbero avere sulla sanità, sul lavoro e sulla vita quotidiana delle persone.
Sono esattamente le problematiche che avevo sollevato quando chiedevo pubblicamente se Lamezia dovesse diventare il laboratorio politico della destra vannacciana e quando domandavo perché ciò che veniva ritenuto inaccettabile a Crotone potesse, invece, essere tollerato nella nostra città.
Oggi prendo atto positivamente delle parole del sindaco. Murone con le sue parole si ricolloca con chiarezza nell’area politica del centrodestra tradizionale. I n’area certamente distante dalle mie idee, con la quale continuo ad avere profonde divergenze, ma che rimane almeno all’interno di un confronto democratico e istituzionale. Un campo politico per me non condivisibile, ma che non scivola nelle farneticazioni, nelle provocazioni e nelle pericolose nostalgie che caratterizzano alcune posizioni del movimento vannacciano.
Essere avversari politici non significa considerarsi nemici. Si può discutere duramente di sanità, lavoro, ambiente, diritti e amministrazione della città, ma occorre riconoscersi reciprocamente nei princìpi fondamentali della Costituzione, della democrazia e del rispetto della dignità umana. Quando, invece, vengono messi in discussione diritti conquistati attraverso decenni di battaglie civili, non ci troviamo più davanti a una semplice differenza di programmi ma siamo dinanzi a una frattura culturale e democratica.
Per questo la presa di posizione del sindaco è importante. Adesso, però, alle parole dovranno seguire decisioni politiche e amministrative coerenti. Se davvero alcuni princìpi sono insuperabili, non possono esserlo soltanto nelle dichiarazioni pubbliche, devono esserlo anche nella composizione della Giunta, nell’attribuzione delle deleghe e nella definizione della maggioranza che governa Lamezia Terme.
Passando alle esigenze di Lamezia Terme, la nostra città ha bisogno di un’amministrazione presente, capace di difendere l’ospedale, i servizi pubblici, il lavoro, le persone più fragili e tutti coloro che rischiano di rimanere indietro.
Resta ora da capire quali conseguenze produrrà questa scelta all’interno della maggioranza e quale sarà la posizione delle forze politiche che la compongono. Ma un primo punto è stato finalmente chiarito: Lamezia non può essere consegnata a un progetto politico estremista e non può diventare il terreno sul quale sperimentare teorie incompatibili con la sua storia democratica e civile. Speriamo seguano i fatti.
Quando una scelta è giusta, bisogna avere l’onestà di riconoscerlo anche se proviene da una parte politica diversa dalla propria. Per questo oggi esprimo soddisfazione per la posizione assunta dal sindaco Murone. Continueremo a vigilare affinché alle parole seguano i fatti, ma intanto è stato tracciato un confine politico e culturale che considero necessario e importante per tutta la città.
Francesco Grandinetti
Già presidente del PD di Lamezia Terme
Area L.A.M.E.T.I.A. e non solo









