Lamezia, la frattura diventa ufficiale: il sindaco revoca l’assessore Amicarelli e chiude la porta a Futuro Nazionale

Donatella Amicarelli

Lamezia Terme, 26 agosto 2026 – La crisi politica che da settimane attraversa la maggioranza lametina a causa di FN è arrivata al suo punto di non ritorno. Il sindaco Murone ha firmato la revoca dell’assessore Donatella Amicarelli, sancendo l’uscita di Futuro Nazionale dalla giunta comunale e aprendo una fase nuova e delicata per gli equilibri del governo cittadino. La decisione, maturata dopo giorni di tensioni crescenti, rappresenta la risposta più netta alla linea imposta dai vertici regionali del centrodestra, che hanno chiesto l’allontanamento dei rappresentanti del movimento riconducibile a Roberto Vannacci dalle amministrazioni guidate dalla coalizione.

La revoca dell’assessore non è solo un atto amministrativo, ma un segnale politico che chiude una parentesi iniziata con l’ingresso di Amicarelli (dopo la precedente revoca di Antonietta D’amico exlega) in giunta e proseguita con l’adesione di tre esponenti lametini a Futuro Nazionale. Il sindaco ha motivato la scelta con la necessità di preservare la coerenza della maggioranza e di evitare che posizioni politiche divergenti possano compromettere la stabilità dell’azione amministrativa. Una posizione che si allinea alla linea dura espressa da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, i quali hanno definito incompatibile la presenza dei “vannacciani” nelle coalizioni locali.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalla rottura tra il centrodestra tradizionale e il movimento di Vannacci, esplosa dopo il caso Giannetta (ex capo gruppo di FI in consiglio regionale) e alimentata da una serie di prese di posizione che hanno messo in discussione la compattezza della coalizione. A Lamezia, questa frattura ha assunto un carattere particolarmente sensibile, perché il movimento aveva trovato spazio sia in giunta sia in consiglio comunale, creando una situazione che il sindaco ha ritenuto solo oggi non più sostenibile.

La revoca dell’assessore Amicarelli apre ora una fase di riorganizzazione interna. Il sindaco dovrà ridisegnare gli assetti della giunta, individuare un nuovo equilibrio tra le forze della coalizione e gestire le conseguenze politiche della decisione. Secondo alcune fonti interne, l’obiettivo è ricomporre una maggioranza pienamente allineata alle linee regionali e nazionali del centrodestra, evitando ulteriori tensioni che potrebbero indebolire l’amministrazione in un momento già complesso per la città.

La reazione di Futuro Nazionale non si è fatta attendere. Il movimento ha definito la scelta del sindaco “un atto politico dettato da pressioni esterne”, rivendicando il lavoro svolto dall’assessore e annunciando che continuerà a operare in consiglio comunale con una linea autonoma. Una posizione che lascia intendere che la frattura non si limiterà alla giunta, ma potrebbe estendersi anche al dibattito consiliare, con effetti ancora da valutare sulla tenuta complessiva della maggioranza (l’ex sindaco Speranza governò per 10 anni senza avere la maggioranza in consiglio).

La situazione resta fluida e in evoluzione. La decisione del sindaco Murone segna un passaggio decisivo, ma non chiude del tutto la partita. Nei prossimi giorni si capirà se la maggioranza riuscirà a ricompattarsi attorno a una nuova configurazione politica o se la crisi aperta dall’uscita di Futuro Nazionale produrrà ulteriori scossoni. Quel che è certo è che Lamezia Terme si conferma uno dei punti più sensibili del quadro politico calabrese, dove le tensioni nazionali trovano immediata traduzione nelle dinamiche locali.