Asili nido, il PD attacca: “Gli atti smentiscono il Comune. Non hanno detto la verità”

Lamezia Terme, 28 agosto 2026 – La mancata apertura degli asili nido comunali il 1º settembre continua a generare polemiche. Il 25 agosto l’Amministrazione Murone ha comunicato alle famiglie che il servizio non sarebbe partito nei tempi previsti, attribuendo il ritardo ai “tempi di perfezionamento della procedura di gara” della Centrale Unica di Committenza di Reggio Calabria.

Secondo il consigliere comunale del Partito Democratico, Gennarino Masi, quella versione non corrisponde a quanto emerge dagli atti ufficiali del Comune.

La gara era già chiusa. L’Amministrazione non ha detto la verità

La Determinazione Dirigenziale n. 246 del 13 agosto 2026 ricostruisce l’intero iter della procedura. Il documento certifica che:

  • il 7 agosto la Stazione Appaltante di Reggio Calabria aveva già approvato i verbali e disposto l’aggiudicazione efficace;
  • l’11 agosto il fascicolo completo era stato trasmesso al Comune;
  • il 13 agosto l’ente aveva preso atto dell’aggiudicazione, nominato il DEC, impegnato la spesa pluriennale e autorizzato la consegna anticipata del servizio dal 1º settembre.

Per Masi, questi elementi sono decisivi: “Quando il 25 agosto l’Amministrazione parlava di gara ‘in corso di perfezionamento’, la gara era conclusa da quasi tre settimane. E il Comune lo sapeva perfettamente.”

Il vuoto amministrativo tra il 17 e il 25 agosto

Il consigliere PD punta il dito contro l’assenza di misure di continuità: “Nessuna proroga tecnica, nessuna misura ponte, nessun piano di emergenza. Nulla. E tutto questo mentre le famiglie avevano già organizzato lavoro e turni sulla base di una data certa.”

Secondo Masi, il Comune avrebbe scelto di scaricare la responsabilità su altri, senza fornire una data di ripartenza del servizio: “Hanno diffuso un comunicato vago e tardivo, che non dice quando riapriranno gli asili. Le famiglie meritano trasparenza, non alibi burocratici.”

Un ritardo che per il PD è politico, non tecnico

La procedura di gara era stata avviata nel luglio 2025 e si è conclusa formalmente il 7 agosto 2026. Un iter durato oltre un anno, che si è chiuso a meno di venticinque giorni dall’avvio del servizio.

Masi sottolinea che il Comune stesso, nel comunicato del 25 agosto, ammette di sapere che la CUC di Reggio Calabria aveva già causato ritardi in passato: “Se lo sapevi, dovevi anticipare. Se non hai anticipato, ne sei responsabile.”

Le conseguenze per le famiglie

Il rinvio dell’apertura degli asili nido comporta disagi significativi: giorni di lavoro persi, necessità di ricorrere a baby sitter, costi imprevisti per strutture private, turni da riorganizzare.

Masi commenta: “Dietro questo ritardo ci sono mamme e papà che pagano di tasca propria l’approssimazione del Comune. Non è governo: è disorganizzazione istituzionalizzata.”

L’interrogazione consiliare

Per fare chiarezza, il consigliere PD ha depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta. “Vogliamo sapere cosa è successo tra il 17 e il 25 agosto, perché non è stata attivata alcuna misura di continuità e chi risponde di questo fallimento, politicamente e amministrativamente.”

La vicenda resta aperta, in attesa delle risposte ufficiali dell’Amministrazione Murone.