Lamezia Terme, 29 agosto 2026 — L’replica dell’Assessore Gianturco sul ritardo nell’apertura degli asili nido comunali non convince l’opposizione. Per il consigliere comunale del Partito Democratico, Gennarino Masi, non si è trattato di un fatale intralcio burocratico né di un imprevisto dell’ultimo minuto, ma del risultato di una grave mancanza di programmazione e gestione da parte dell’Amministrazione Murone.
“L’Assessore Gianturco ha replicato alle nostre contestazioni con una lunga difesa politica. Ma, al di là delle dichiarazioni, restano gli atti. E gli atti raccontano una verità molto diversa da quella che l’Amministrazione Murone ha comunicato alle famiglie”, dichiara Gennarino Masi.
La smentita dagli atti ufficiali
A smentire la versione della giunta — che addebitava il ritardo ai tempi di perfezionamento della gara gestita dalla CUC di Reggio Calabria — sono i documenti firmati dallo stesso Comune. La Determinazione Dirigenziale n. 246 del 13 agosto 2026 attesta che l’aggiudicazione efficace era stata adottata già il 7 agosto. Il fascicolo è stato trasmesso all’Ente l’11 agosto e il 13 agosto il Comune ne prendeva atto, nominando il Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC), impegnando le somme e autorizzando la consegna anticipata del servizio a partire da settembre.
Ciononostante, il 25 agosto l’Amministrazione comunicava ai genitori che l’apertura slittava per le procedure di gara ancora in corso.
Il cambio di versione e il passaggio del personale
Spostando successivamente il problema sui tempi tecnici di subentro del nuovo gestore e sulla clausola sociale per il personale, per Masi l’Amministrazione si espone a responsabilità ancora maggiori.
“Se il problema non era più la gara, allora il problema era il modo in cui il Comune ha programmato, seguito e governato la fase successiva. E quella fase ricade interamente nella responsabilità dell’Amministrazione comunale”, sottolinea Masi.
La tutela e la stabilità occupazionale dei lavoratori (previste dall’art. 57 del d.lgs. 36/2023) devono essere collocate e disciplinate all’interno del bando stesso. Se il tema è esploso a pochi giorni dall’avvio, si tratta di una carenza di pianificazione o di una mancata custodia delle clausole contrattuali da parte del Comune.
Trasparenza negata al Consiglio e impatto sulle famiglie
Masi evidenzia inoltre il silenzio istituzionale: nel Consiglio comunale del 13 agosto non è stata fatta alcuna menzione di possibili ritardi o criticità, privando le forze politiche di un confronto trasparente. Alle famiglie, al contrario, la notizia è arrivata solo il 25 agosto con una comunicazione generica e priva di una data certa.
“Dietro questo ritardo ci sono genitori costretti a saltare giornate di lavoro, a cercare babysitter all’ultimo momento, a sostenere spese impreviste per soluzioni private. Ci sono lavoratrici e lavoratori lasciati nell’incertezza. Ci sono bambini privati, senza alcuna colpa, della continuità di un servizio educativo essenziale. Per questo diciamo con nettezza che non siamo davanti a un incidente tecnico, ma a un fallimento politico-amministrativo”.
Le cinque richieste di chiarimento
Alla luce di quanto emerso, Gennarino Masi sollecita risposte chiare su cinque punti fondamentali:
- La causa reale del mancato avvio nonostante la delibera di consegna anticipata del 13 agosto.
- Il significato e l’atto giuridico alla base dell'”integrazione dell’efficacia dell’aggiudicazione” menzionata il 25 agosto.
- L’indicazione precisa dei “più enti” chiamati in causa dall’Assessore per motivare i ritardi.
- I motivi del silenzio serbato di fronte al Consiglio comunale del 13 agosto.
- Le concrete misure di continuità che l’Amministrazione intende attuare per rimediare al blocco del servizio.
“I bambini di Lamezia Terme non sono una voce di bilancio. Le famiglie non sono un dettaglio organizzativo. Meritavano un servizio aperto nei tempi annunciati. Meritavano chiarezza”, conclude Masi.








