Regione: Oliverio si desti e oltre gli annunci avvii una politica di vera rottura

Fabio Guerriero

Fabio Guerriero

-di Fabio Guerriero
Catanzaro – Negli ultimi venti anni i nostri politici locali hanno spesso considerato la Calabria un microcosmo sul quale esercitare un potere simile alla oligarchia, sconfinando non poche volte, in palesi violazioni di legge è molto spesso nella sola negazione del “buon senso”.
Una politica priva di programmazione che puntualmente, in Calabria, premia non una reale alternanza nei programmi, nei comportamenti e nelle scelte valoriali, bensì si chiama a governare chi semplicemente è stato all’opposizione a prescindere dai meriti e dalle proposte.
Al di là dei continui scandali, delle intrusioni giudiziarie, dei continui rimpasti di giunta e del non più definibile confine tra destra e sinistra, quel che manca alla Calabria è un chiaro e sintetico programma di governo.
Tutto nasce, certamente, da un sistema elettorale sbagliato basato sulla leadership che ci spinge a ricercare il consenso mediatico a discapito di quello programmatico sino al punto che in Calabria in più occasioni il Presidente Oliverio fu tacciato di non aver presentato agli elettori il suo programma di governo ma di aver condotto la sua campagna elettorale quasi esclusivamente sulle malefatte di Scopelliti.
Critiche probabilmente non fuori luogo visto che la gran parte dei dirigenti prima accusati di sfaceli sono stati riconfermati al loro posto.
Oliverio si desti. È ancora in tempo. Metta nero su bianco un impegno di governo che, a prescindere dai nomi degli assessori che si sono succeduti e si succederanno, faccia tre cose programmatiche ed una sola ‘scelta di campo’: una politica energetica che punti decisamente sulle energie rinnovabili e faccia abbattere, e dove è necessario, azzerare i costi legati al consumo energetico. Si tratterebbe di una misura equa, in quanto già in Calabria si produce più del fabbisogno regionale avendo di ritorno solo un eccesso di inquinamento in termini di riscaldamento delle acque e di campi elettromagnetici. Una produzione energetica con fonti rinnovabili che invece avrebbe un impatto diretto sulle aziende che già producono beni, su quelle che potenzialmente potrebbero investire da noi è sui cittadini consumatori.
Una politica infrastrutturale che consenta nel brevissimo periodo la crescita internazionale dell’aeroporto di Lamezia Terme, la realizzazione di porti ogni 30 miglia marine e l’imposizione al Governo nazionale di una linea ferrata per le merci e le persone che colleghi Gioia Tauro al nord d’Italia e quindi all’Europa senza le numerosi ‘strozzature’ oggi presenti che ne pregiudicano lo sviluppo.
Infine, ma non certamente per importanza, una chiara politica ambientale/archeologica che riqualifichi una delle regioni più trascurate d’Italia nonostante la presenza di importantissimi siti a valenza storico culturale che giacciono seppelliti sotto veri e propri scempi urbanistici.
Questi tre punti programmatici sarebbero da soli in grado di creare un indotto occupazionale senza precedenti nella nostra regione.
La scelta di campo, caro Presidente Oliverio, dipende esclusivamente dalla sua determinazione nell’ imporre un governo della nostra regione all’altezza delle sfide che il XXI secolo ci impone. Interrompa quel circolo vizioso che vede dirigenti intoccabili, dipendenti regionali chiacchierati, buoni per ogni stagione sempre al loro posto sia che al governo ci sia la destra o la sinistra.
Occorrono classi dirigenti locali (ci sono ma non vengono valorizzate) in grado di restituire efficienza a macchine amministrative regionali in panne, di recuperare i ritardi nella programmazione dei fondi europei 2014-2020 e di attrarre investimenti pubblici e privati. In poche parole occorre competenza e non servilismo. Occorre un governo regionale che dialoghi con quello nazionale e rivendichi misure riguardanti sia il credito d’imposta per investimenti di qualità sia il credito alle imprese calabresi. Nessuno chiede assistenzialismo, ma logistica e infrastrutture.
La posta in gioco non è solo la crescita e lo sviluppo del Sud ma il futuro di intere generazioni che oggi, più di ieri, migrano verso paesi del Nord Europa e delle Americhe consci che in Calabria, per colpa della politica, non vi è più speranza.
Oliverio si desti e oltre gli annunci avvii una politica di vera rottura, meno verticistica e più aperta alle istanze e alle dinamiche della società che in un modo globalizzato non può più essere frenata da ormai inservibili stereotipi culturali.
Fabio Guerriero
Direzione Nazionale PSI