Ambiente: discarica Celico, Barbanti, “Giudiceandrea si prende meriti non suoi”

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Cosenza- “Martedi’ 8 Settembre ho partecipato ad un incontro a Celico , organizzato dal C.A.P. ( Comitato Ambientale Presilano ) , un’ assemblea dei Sindaci della Presila cosentina, firmatari di un documento con il quale si chiedeva di chiudere l’impianto in capo alla Mi. Ga.. Questo e’ quanto credevano quelli del Comitato Ambientale , ma si sono dovuti presto ricredere dopo gli interventi de i vari sindaci, unitamente al consigliere regionale Giudiceandrea, che hanno approfittato di questa occasione – e della loro comune appartenenza al maggioritario partito di governo, il PD – per cercare, da un lato, di mettere il cappello su una battaglia di civiltà (con, addirittura, l’intervento del coordinatore del PD di Rovito, diretto a richiamare alla “disciplina di partito” ed a cooptare lo stesso C. A. P.), dall’altro a recitare una sorta di patetiche scuse sul ruolo passivo da loro giocato sull’oggettiva accettazione di un’opera inaccettabile”. E’ quanto scrive in una nota il deputato Sebastiano Barbanti di Alternativa Libera, intervenendo sulla vicenda della discarica di Celico.

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“Ma non solo, come sostiene – aggiunge – il Comitato Ambientale Presilano – e come lo stesso Giudiceandrea ha dichiarato alla riunione a Celico, unitamente agli altri sindaci filo Pd – il dispositivo emesso dal Dipartimento Ambientale , limita dal 14 Settembre il conferimento del solo rifiuto non trattato e dell’umido , quindi non impedisce al “tritovagliato” – che sarebbe del semplice rifiuto “tal quale” triturato e ridotto di volume dalla Calabra Maceri – di venir sversato in discarica” . E per Barbanti, “l’unica azione che in data 13 Novembre 2015 fermerà definitivamente la proroga dello sversamento in deroga presso discariche private in generale ( quindi non solo in quella di Celico) e’ la risposta del Ministero dell’Ambiente alla mia diretta interrogazione, in cui ha ammesso che il Ministero non autorizzerà alcun’altra proroga ed in piu’ che attende risposta sulle altre deroghe concesse arbitrariamente dalla Regione violando i termini al decreto legislativo n. 152 del 2006”. E per il deputato di Alternativa Libera , “se anche questo non succederà , l’unica strada che rimane sarà una denuncia presso la magistratura dei responsabili di un’eventuale ulteriore deroga e di chi cercherà di impedire la giusta protesta della cittadinanza interessando direttamente – per mio tramite – il Ministero dell’Interno e non comportandosi come chi – conclude – attenta alla salute delle persone e poi cerca di prendersi i meriti di una guerra che lui stesso ha provocato e delle risoluzioni che altri hanno sviluppato lavorando sul territorio a stretto contatto con i cittadini” .