Pd: segreteria Renzi 2.0 pronta, delega al Sud a Falcomata’

renzi-falcomata-rcRoma – La partita della legge elettorale rallenta i lavori per la formazione della nuova segreteria di Matteo Renzi. Il testo che ha visto la luce in Prima Commissione alla Camera, infatti, non piace a Matteo Renzi deciso a insistere sulla proposta dem di un Mattarellum corretto con un 50 per cento di collegi uninominali e un 50 per cento di proporzionale. Ma a rendere complicato il puzzle della segreteria c’e’ anche il ‘nodo’ della collocazione di Lorenzo Guerini. Dopo l’elezione del ministro Maurizio Martina a vice segretario unico, infatti, Guerini e’ stato indicato come prossimo ad entrare nella compagine governativa. Rimane da capire in che ruolo. Il grosso del lavoro, comunque, sembra fatto e Renzi, sottolineano fonti parlamentari, vorrebbe un partito pienamente operativo per affrontare al meglio le amministrative di giugno. “Ci deve solo mettere la testa, poi tutti i pezzi andranno al loro posto”, viene sottolineato da parlamentari vicini al segretario.
La prima casella, si diceva, e’ stata riempita con l’elezione di Maurizio Martina a vicesegretario, un passaggio quasi scontato visto che il ministro dell’Agricoltura e’ cofirmatario della mozione con cui Renzi ha vinto il congresso. E il segretario ha chiesto all’assemblea di votare il pacchetto intero, comprendente anche il ticket con Martina che e’ a tutti gli effetti vice segretario unico. Nonostante questo, l’ex vice segretaria Debora Serracchiani dovrebbe rimanere nell’esecutivo Pd. Giorni fa si parlava di una sua estromissione, ma Renzi sarebbe di diverso avviso, salvo ripensamenti dell’ultima ora.

Verra’ riempita la casella ‘strategica’ dell’organizzazione, rimasta vuota per tutta la prima segreteria Renzi. Andra’ ad occuparla – salvo sorprese – Andrea Rossi, quarantunenne sindaco di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia. Gia’ responsabile della Sinistra giovanile provinciale dei Ds, membro dell’ultima segreteria provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia, con la responsabilita’ dell’organizzazione del partito, e di un suo incarico si era parlato anche durante il Renzi 1. Il suo approdo al Nazareno fu pero’ rinviato a causa del referendum e delle conseguenti dimissioni di Renzi. Tra i nuovi ingressi, si parla anche di quello di Matteo Richetti, deputato di 43 anni a cui Renzi ha gia’ affidato il ruolo del portavoce della mozione congressuale. Per lui si parla di una delega sulle ‘riforme’. Renzi, infatti, sarebbe rimasto favorevolmente impressionato dal suo attivismo sulla legge elettorale, ma anche sulla riforma dei partiti e quella del sistema pensionistico dei parlamentari. Con la delega all’Economia, entrera’ anche Tommaso Nannicini. Economista di 44 anni, nato a Montevarchi in provincia di Arezzo, Nannicini e’ gia’ stato consigliere economico di Matteo Renzi e, con lui a Palazzo Chigi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Ipotesi che acquistano una certa concretezza andando a spulciare i nomi che compaiono nell’elenco della direzione dem.
Sono membri di diritto della direzione, infatti, i componenti della segreteria. E saltano all’occhio le assenze di Richetti, Rossi e Nannicini. C’e’ invece Martina, ma solo perche’ lui e’ gia’ in segreteria in virtu’ del voto dell’assemblea. Seguendo lo stesso criterio si puo’ ipotizzare l’ingresso nell’esecutivo Pd del sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, altro 40 enne che entrerebbe nella squadra del segretario. E con lui porte aperte al giovane sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomata’, con una delega al Sud. D’altra parte, e’ fin dal Lingotto, con la presentazione della sua mozione, che Renzi ha fatto capire con chiarezza di voler puntare forte sulla generazione di quarantenni che sta dimostrando, con l’esperienza amministrativa, di poter essere classe dirigente. Uniche eccezioni a questo dato anagrafico potrebbero essere rappresentate da Piero Fassino e Michele Anzaldi. Per l’ex sindaco di Torino sarebbe pronta una delega agli Esteri, mentre per Anzaldi quella alla Comunicazione.