Elezioni: Orrico (M5s), innovazione e’ fabbrica di posti lavoro

Catanzaro  – La campagna elettorale entra nel vivo. I candidati offrono le loro “ricette” per la soluzione dei problemi di piu’ stringente attualita’. “L’innovazione digitale – dice Anna Laura Orrico Candidata alla Camera per il M5s, nel collegio uninominale Cosenza – e’ la piu’ importante fabbrica di posti di lavoro cui possiamo invitare i calabresi e gli italiani ad accedere. Le nuove professioni rappresentano una delle poche isole felici nel desertificato panorama occupazionale prodotto dalla crisi. Se da un lato, quindi, il mercato digitale consegna esclusivamente margini di crescita, dall’altro il gap di specialisti digitali aumenta. Un mismatch che, in questo settore, si traduce nella formula magica “disoccupazione zero”: per queste ragioni e’ prioritario costruire una Smart Nation, cosi’ come propone di fare il Movimento 5 stelle nel suo Programma per la qualita’ della vita degli italiani. Per costruirla, tuttavia, e’ fondamentale investire in formazione e orientamento verso le nuove professioni. L’inversione di tendenza passa attraverso la riforma dei centri dell’impiego che ambiscono, cosi’, a divenire spazi di formazione e aggiornamento professionale continuo non solo per i giovani in cerca di prima occupazione quanto per chi il posto di lavoro lo ha perso e riceve la possibilita’ di potersi aggiornare per rientrarvi, percependo nel frattempo il reddito di cittadinanza, una misura necessaria per non reclutare ai margini della societa’ chi e’ in una consizione momentanea di difficolta’. L’occasione di (ri)lanciarsi nel mercato lavorativo e’ data allora dal digitale che, soltanto nel 2017, ha misurato un segno positivo pari al 2,3%. Non solo, in Italia – dice – aumentano le start up innovative -oggi danno lavoro a circa 34.000 persone- che si’, sono di piccole dimensioni e crescono secondo i loro tempi, ma proprio per crescere avrebbero bisogno di una Banca degli investimenti per la piccola e media impresa e di regole vincenti capaci di incentivare il sistema degli investimenti in venture capital non strutturato, in Italia, come gli altri Paesi Ue. Invece di subirla l’innovazione, nella patria della creativita’ e dei talenti, si potrebbe osare e cavalcarla. Ecco perche’ – conclude – le start up, che nel 2017 sono aumentate del 24,5%, meritano di divenire tema di interesse nazionale e di riconoscimento sociale. Ma soprattutto sono tutte aziende giovani formate, principalmente, da giovani”.