Governo: scontro Salvini-Di Maio. Conte “decido io, sabato Cdm”

Roma – E’ scontro tra Lega e M5s sul decreto fiscale. La tensione elevata tra i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, si consuma a suon di dichiarazioni a distanza, mentre i pentastellati lanciano un aut aut dai toni ultimativi all’alleato di governo: il testo del decreto va cambiato altrimenti non lo votiamo. Con il sottosegretario al Mef, Laura Castelli, che parla senza mezze misure di “problema politico”. Ma la Lega non cede, e lo stesso leader scandisce: “Il decreto e’ quello e quello resta”. Tocca al premier, Giuseppe Conte – da Bruxelles, dove sara’ impegnato fino a domani pomeriggio – tentare una mediazione e provare a gettare acqua sul fuoco: crisi di governo? “Prospettiva improbabile e futuribile”. Quindi, riprende in mano le redini del governo e scandisce: “Il presidente del Consiglio sono io e decido io” e convoca per sabato mattina una nuova riunione del Cdm. Riunione che fino a poco prima Salvini aveva eliminato dall’agenda (“nessun Cd, sono impegnato in tour elettorale in Trentino”) e che, fa sapere, disertera’: “ho altri impegni”, ma “chiamero’ Conte perche’ apprezzo il lavoro che sta facendo, e’ una persona squisita”.
All’indomani dell’accusa choc lanciata via tv da Di Maio sulla ‘manina’ che avrebbe manipolato il testo del decreto fiscale, il clima all’interno del governo resta tesissimo: “Il M5s non votera’ un salvacondotto per i furbi, per gli evasori che fanno riciclaggio e autoriciclaggio. Non possiamo rendere immuni i furbi”, ribadisce Di Maio, convinto che “adesso il tema e’ politico e ha bisogno di un chiarimento politico”.
I pentastellati fanno quadrato: “Nel testo del decreto fiscale sono state inserite norme non concordate in Consiglio dei Ministri. Se qualche nostalgico del passato pensa di fermare il cambiamento si sbaglia, quelle norme spariranno”, garantisce il titolare dei rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. “Salvini se ne faccia una ragione, e’ al Governo con il Movimento 5 stelle e non con Berlusconi. Un testo con lo scudo fiscale, magari per aiutare capitali mafiosi, e’ indigeribile e invotabile per noi”, scrive su twitter il sottosegretario pentastellato Michele Dell’Orco. Scende in campo contro il condono fiscale anche il presidente della Camera: “Al di la’ di cosa sia successo, io sono fermamente contrario al condono”, scandisce Roberto Fico.
Sul fronte opposto, Salvini tira dritto: “Nessun trucco. Legge di Bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimita’. Nessuno ha votato contro. Anche perche’ quello che chiamate condono, un condono non e'”.

Il titolare del Viminale non manca di ricorrere all’ironia: “Non ci sono regie occulte o invasione degli alieni o scie chimiche” e, comunque, i 5 stelle erano a conoscenza del testo, perche’ “in Consiglio dei ministri c’erano tutti, non c’ero solo io. Quello che abbiamo discusso per ore e ore poi ho ritrovato scritto nel testo, con l’accordo di tutti, lo abbiamo firmato tutti. Ognuno si prenda le sue responsabilita’”, taglia corto.
E dopo una lunga giornata di accuse e di non troppo velati avvertimenti Conte prova a rimettere ordine, sposando di fatto la linea M5s: “Ho predisposto qualche accorgimento per mettere chiarezza su quanto successo. Sabato mattina ci sara’ un Consiglio dei ministri, non so se Salvini fara’ in tempo a rientrare. Rileggero’ tutti gli articoli, sabato portero’ il risultato della rilettura e avremo la possibilita’ di confermare il testo o di diradare qualche dubbio politico che nel frattempo e’ insorto”, spiega incontrando i giornalisti dopo il summit Ue. Il premier quindi assicura: “Non stravolgero’ certo i testi. So cosa abbiamo deliberato, so quali erano gli accordi a monte”. Infine, Conte sgombra il campo: nessuna crisi di governo, “non dimostreremmo passione, senso di responsabilita’ e lungimiranza”. Anche Salvini smentisce scenari di crisi: “Il governo andra’ avanti 5 anni”.
Di crisi di governo, invece, parlano chiaramente le opposizioni, con il Pd che chiede che l’esecutivo riferisca in Parlamento. “Dobbiamo sgomberare il campo da questa farsa e vedere cosa sta accadendo realmente: sul decreto fiscale si sta consumando un duro scontro tra Salvini e Di Maio. La prima vera crisi di governo”, sostiene Pietro Grasso (Leu). “Siamo alle comiche”, e’ il commento di Silvio Berlusconi. “Il governo del finto cambiamento e’ al capolinea”, osserva Giorgio Mule’ di Forza Italia. “Credo che l’esperienza teatrale drammatica di governo Lega-5stelle possa chiudersi qui”, sentenzia Fabio Rampelli (FdI). “Senza una marcia indietro e un compromesso con la Ue questa manovra ci porta contro un muro. Qualcuno al Governo se ne rende conto, o sono tutti troppo presi da manine, complotti e bisticci?”, chiede Paolo Gentiloni.