Governo: Cambia il condono, accordo Di Maio-Salvini

Roma  – Accordo raggiunto tra M5s e Lega sulla pace fiscale e le modifiche da apportare al decreto collegato alla manovra. Il condono non riguardera’ i beni e le attivita’ finanziarie detenute all’estero e il tetto sara’ di 100.000 euro di imponibile su base annua e non piu’ per imposta. Stralciata dalla dichiarazione integrativa speciale anche la non punibilita’ per i reati tributari, ovvero la norma che aveva scatenato lo scontro nella maggioranza e che prevedeva uno scudo penale per il riciclaggio e l’autoriciclaggio. E avanti sulla linea da tenere con l’Europa: nessun ritocco alla manovra e al deficit. “Abbiamo raggiunto un pieno accordo”, ha esordito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa al termine dall riunione del Consiglio dei ministri, iniziata con due ore di ritardo rispetto ai tempi previsti per consentire il confronto tra il premier e i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. La pace fiscale “a scanso di equivoci non riguardera’ le attivita’ finanziarie patrimoniali detenute all’estero”, ha spiegato Conte. “Non ci interessa offrire scudi per capitali all’estero”, ha aggiunto il premier sottolineando che “vengono ribadite le coordinate originarie della dichiarazione integrativa che riguardera’ il 30% in piu’ a integrazione di quanto dichiarato con il tetto massimo di 100.000 euro per ciascun anno di imposta”. E “non ci sara’ nessuna causa di non punibilita’”, ha assicurato il premier. “Con il decreto fiscale cosi’ formulato abbiamo ribadito all’unanimita’ che non c’e’ nessuna volonta’ di favorire capitali all’estero ne’ di fornire esimenti penali: si crea uno Stato amico dei contribuenti”, ha detto Di Maio. Quindi via tutte le cause di non punibilita’ che erano state previste per i reati tributari di dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento Iva anche in connessione alle condotte connesse a riciclaggio o impiego di denaro o di proventi illeciti e quelle relative all’autoriciclaggio. “Chiudiamo questa settimana con serenita’, fiducia, compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola”, ha detto Salvini spiegando che c’e’ l’accordo anche “per recuperare quello che c’era nel contratto e non aveva trovato spazio: il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficolta’ economiche”.

L’intesa e’ stata raggiunta dopo giorni di tensioni e di schermaglie a distanza con il Consiglio dei ministri convocato ad hoc per discutere nuovamente del decreto fiscale. Ma la riunione e’ stata occasione per fare il punto sulla linea da tenere con Bruxelles sulla manovra. La risposta alla durissima lettera della Commissione europea all’Italia dovra’ essere inviata entro lunedi’ a mezzogiorno, in piena mattinata, quando si capira’ anche quale sara’ la reazione dei mercati al declassamento di Moody’s con outlook stabile. Il Consiglio dei ministri ha dato mandato al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, di redigere un testo in risposta alla lettera consegnata nei giorni scorsi dal commissario europeo Pierre Moscovici. Il governo e’ intenzionato a confermare l’impianto della manovra: nessun ritocco dunque all’obiettivo programmatico di deficit al 2,4% del Pil e si sottolineera’ la necessita’ di spingere sugli investimenti. “A nome del governo smentisco che si sia pensato a una riduzione del deficit che resta al 2,4%. Se dovessimo ridurlo non avremmo la riforma alla Fornero, il reddito di cittadinanza”, aveva assicurato Di Maio smentendo le voci circolate di una modifica ai saldi di bilancio. “Rispetto al trend – ha spiegato poi Conte in conferenza stampa – abbiamo gia’ una revisione con una situazione di 1,2% dallo 0,8% a cui, se aggiungiamo le clausole di salvaguardia, arriviamo intorno al 2%. Come vedete arriviamo al 2,4%. La situazione oggettiva che ereditiamo e’ questa, altrimenti sembra che siamo balzati al 2,4% con una manovra avventata. La verita’ e’ che puntiamo sugli investimenti che sono supportati da riforme strutturali che consentiranno di raggiungere l’obiettivo di crescita”. Rassicurazioni sono arrivate da entrambi i vicepremier sulla volonta’ del governo di restare in Europa. “Finche’ restero’ capo politico del M5S e finche’ ci sara’ questo governo non c’e’ nessuna volonta’ di lasciare l’Unione europea o la zona euro”, ha spiegato Di Maio. “Non c’e’ e non ci sara’ nessun proposito di uscire dall’Unione e dal sistema della moneta unica”, ha garantito Salvini.