Via della Seta: Oliverio protesta con Conte, “Calabria dimenticata”

Catanzaro  – “Si delinea, passo dopo passo, una tendenza complessiva a bloccare i processi di crescita e rigettare indietro il Sud e la Calabria”. Lo scrive il presidente della Regione Calabria, Oliverio, in una lettera aperta inviata al premier Conte. “Nei giorni scorsi ho appreso, con interesse, la Sua intenzione a svolgere una riunione del Consiglio dei Ministri in Calabria. Non nego – esordisce Oliverio – che avevo anche apprezzato l’ipotesi, pubblicata dalla stampa, di svolgere la stessa a Gioia Tauro. Tuttavia il resoconto degli accordi da Lei sottoscritti in questi giorni con il Presidente della Repubblica Cinese, nell’ambito della cosiddetta Via della Seta, mi induce ad esprimere disappunto e sconcerto: l’infrastruttura portuale italiana piu’ importante del Mediterraneo, Gioia Tauro e l’insieme del sistema portuale del Mezzogiorno sono stati tagliati fuori dagli accordi con gravi implicazioni per le prospettive ed il futuro della Calabria, del Sud e dell’intero Paese. E’ incomprensibile come da una parte si annunci di svolgere in Calabria, da Lei definita ‘una terra abbandonata a se stessa’, una seduta del Consiglio dei Ministri e nelle stesse ore si assumano scelte strategiche importanti e determinanti che tagliano fuori il porto di Gioia Tauro, ovvero il piu’ grande porto hub del Paese, tra i piu’ importanti dell’Europa e del mondo per le merci. L’incomprensibile scelta del Governo da Lei presieduto e’ aggravata dal mancato coinvolgimento, a tale iniziativa, delle Autorita’ di Sistema portuale del Sud e dalla sostanziale assenza e coinvolgimento dell’imprenditoria meridionale. Purtroppo – prosegue sono costretto a constatare che il sistema delle imprese pubbliche continua ed anzi si rafforza nella linea strategica di non investire in Calabria, regione con assenza totale di programmi da parte delle aziende di Stato. I ritardi storici del Paese, purtroppo, sono destinati ad essere aggravati dalle scelte politiche nazionali di questi giorni. Solo per la problematica di Gioia Tauro abbiamo avuto modo di scrivere piu’ volte a Lei ed al ministro Toninelli con richieste in merito a interventi puntuali come quelli per la gestione delle banchine, per la ricostituzione dell’integrita’ dell’Autorita’ Portuale, per gli investimenti Pon reti nel porto, per rendere operativa la Zes”. Oliverio ricorda poi che “siamo nella fase finale della programmazione 2014-2020 e nemmeno un solo euro dei circa 150 milioni destinati dall’Europa a Gioia Tauro, la cui gestione e’ nella competenza del Governo nazionale, e’ stato sinora utilizzato e/o convenzionato. Il Governo, non solo non ha messo risorse in campo ma non spende nemmeno quelle che l’Europa ha messo a disposizione per investimenti in Calabria. Si delinea, passo dopo passo, una tendenza complessiva a bloccare i processi di crescita, avviati in questi ultimi anni e rigettare indietro il Sud e la Calabria: niente prospettive nella Via della Seta, blocco delle risorse per investimenti, disarticolazione del sistema portuale”.