Violenza di Genere, l’appello di Paola Lemma alle Istituzioni

Reggio Calabria – “Gli ultimi e cruenti episodi di cronaca hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica, semmai ce ne fosse bisogno, la condizione della donna che continua ad essere vittima di violenza consumata spesso all’interno delle mura domestica o per mano dei propri compagni o mariti”.
Il Commissario Provinciale dell’Udc Città Metropolitana di Reggio Calabria, Paola Lemma chiede un cambio dell’approccio al problema della violenza di genere che andrebbe affrontato non soltanto dal lato dell’inasprimento delle sanzioni per chi si macchia di crimini inaccettabili, ma anche dal punto di vista della prevenzione.
“Ben vengano, dunque, le iniziative legislative come “Codice Rosso” che è stato presentato a Reggio da Renata Polverini grazie all’incontro voluto e organizzato da Francesco Cannizzaro e dalle componenti femminili di Forza Italia. Occorrerebbe, però, al fianco di queste normative che intervengono dopo gli eventi (nel caso del Codice Rosso dopo la diffusione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito), altre misure volte a dare dignità al lavoro della donna all’interno della casa, in maniera tale da renderla autonoma e indipendente anche nella circostanza in cui svolga esclusiva attività a sostegno del nucleo familiare. Esporre la donna ad una dipendenza economica totale nei confronti del marito è il primo passo per far diventare la sua una condizione di sudditanza”.
“Avviare dibattiti e petizioni – prosegue Paola Lemma – soltanto sull’onda emotiva scatenata dall’ennesimo episodio di violenza non è servito e non serve a nulla. Bisogna agire prima, per tempo, con interventi normativi mirati che possano avviare una seria attività di prevenzione. Su questo non si può fare altro che notare, con profondo rammarico, il ritardo con il quale si stanno muovendo le classi dirigenti, sia quella nazionale come quella locale, per affrontare il problema. Accanto alla valorizzazione del lavoro casalingo, andrebbe rafforzato il sostegno psicologico alle donne, ancor prima degli episodi di violenza, e la possibilità di avere punti di riferimento sicuri ai quali rivolgersi per poter denunciare le eventuali situazioni di abuso. Passaggi indispensabili per arrivare ad una situazione di reale parità di diritti che vengono ancora prima di questioni come la riforma della legge elettorale con l’introduzione della preferenza di genere, importante certo, ma che dovrebbe rappresentare l’ultimo passaggio di un mutato approccio culturale alla differenza di genere”.

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