Sanità Calabria: caos in Aula, Pd contro M5s “favori a collaboratore”

Roma  – E’ bagarre in Aula alla Camera. Il Pd attacca il Movimento 5 stelle, accusandolo di dare un incarico di rilievo, quale commissario, all’interno di una norma del decreto Sanità Calabria. Nel mirino la pentastellata Nesci, relatrice del provvedimento. E’ quindi intervenuto il sottosegretario alla Sanità, Armando Bartolozzi: “Non ho contezza di quanto discusso, ma non facciamo un processo alle intenzioni”, parole che scatenano la fortissima reazione del Pd. “Finché questa persona non è nominata… avete perso un’occasione. In questo Paese ognuno può presentare una domanda ma bisogna dimostrarlo quanto avete detto…”. Le proteste non si placano, tanto più dopo che la deputata Nesci si difende dicendo che con il collaboratore non vi è mai stato alcun rapporto di collaborazione retribuito. Ma il Pd non molla la presa: “C’è conflitto di interessi enorme”, accusa Alessia Morani. Mentre è caos totale, in Aula le opposizioni gridano 2Onestà onestà” e c’è chi chiede le immediate dimissioni di Nesci.

“Altro che meritocrazia e trasparenza! Sulla nomina dei commissari straordinari nella sanità calabrese, il Movimento 5 stelle sta realizzando nel decreto Calabria un’operazione opaca e costosa, che sarà foriera solo di ulteriori problemi per la sanità calabrese”, ha denunciato Enza Bruno Bossio, deputata del Partito democratico, a proposito del Dl Calabria. “La norma – ha spiegato – a cui ci siamo opposti con tutte le forze ma invano prevede che i commissari possano essere selezionati anche al di fuori dell’albo nazionale certificato e assoluta garanzia di competenza e professionalità. Di fatto, per la prima volta nella storia viene codificato il principio di ‘simpatia’: chi è più gradito al ministro Grillo vince. Altro che scelta dei più meritevoli, i parlamentari grillini calabresi vogliono solo nominare, senza alcun controllo e certificazione di competenza, gli amici degli amici e, per incentivarli a venire da fuori della Calabria, prevedono un aumento di almeno 70.000 euro di indennità”. “Continueremo a dare battaglia in tutte le sedi, la Calabria non sarà lo scalpo di questo Governo di buffoni”, ha concluso la deputata dem.