Regionali: Oddati (Pd), in Calabria sbagliata ricandidatura Oliverio

Catanzaro – “E’ legittima la ricandidatura di Oliverio ma noi pensiamo che sia sbagliata, cioè che non basta”. Così Nicola Oddati, responsabile Mezzogiorno della segreteria nazionale del Pd, parlando con i giornalisti a Lamezia Terme (Catanzaro) a margine di una riunione del partito calabrese sul tema delle elezioni regionali. “Già altre volte – ha esordito Oddati – avevo detto che c’era bisogno di aprire una fase di rinnovamento. Noi riteniamo che questa fase di rinnovamento sia indispensabile se vogliamo competere alle prossime elezioni regionali. Che debba partire dai buoni risultati acquisiti in questa esperienza di amministrazione regionale ma anche dai limiti che ci sono stati, peraltro inevitabili visto che si veniva da cinque anni disastrosi della Giunta Scopelliti e non era facile ottenere risultati importanti. Per noi quindi – ha sostenuto il responsabile Mezzogiorno della segreteria Pd – è importante, lealmente, in maniera diretta, dire come la pensiamo, e cioè che si è fatto un buon lavoro ma probabilmente questo lavoro non basta per competere alle prossime elezioni regionali in Calabria. C’è un’ondata della Lega, un’ondata della destra che è molto forte”.

Oddati ha poi rilevato: “In questo territorio abbiamo avuto e abbiamo problemi anche legati ad alcune inchieste, che aprono una fase difficile anche nel rapporto con l’opinione pubblica. Se non tenessimo conto di tutto questo faremmo tutti quanti insieme un errore. Quindi, a partire e insieme con il presidente Oliverio dobbiamo costruire un rinnovamento importante per proseguire la nostra azione di governo. Quindi, nessuna contrapposizione ma un lavoro comune. In tante occasioni – ha aggiunto il responsabile Mezzogiorno della segreteria Pd – si cambia un candidato ma non per questo si debbano avere delle rotture. Bisogna lavorare insieme e rinnovare insieme: almeno questo è il nostro auspicio e il lavoro che stiamo facendo qui”. Pertanto – ha poi proseguito Oddati – “è legittima la ricandidatura di Oliverio ma noi pensiamo che sia sbagliata, cioè che non basta. Pensiamo che a partire da questa esperienza bisogna andare avanti, fare una coalizione più larga, unire il partito. Già qualche settimana fa in un’assemblea dei quadro del partito a Cosenza avevo detto che ci sono alcune precondizioni: il partito dev’essere il più unito possibile, e se non è unito dietro una candidatura c’è un problema, poi la coalizione dev’essere larga, aperta, e se possibile andare oltre quello che si è fatto in questi anni. E poi bisogna prendere i buoni risultati e spostarli ancora un po’ più avanti. Ora, secondo noi, per fare questo – ha detto ancora il componente della segreteria nazionale del Pd – è indispensabile aprire una fase di rinnovamento, che non è una punizione per nessuno, anche perché non ci sono ruoli che vengono affidati per opera dello Spirito Santo o per discendenza divina. Sono scelte che si fanno tutti insieme. C’è il territorio ma c’è anche l’opinione del partito e del gruppo dirigente nazionale, della quale pure si deve tenere conto. Poiché riteniamo di essere tutti quanti intelligenti e di avere come obiettivo principale il bene della Calabria e la possibilità di competere alla prossima sfida regionale, dobbiamo partire da queste considerazioni e cercare insieme una sintesi più avanzata. L’ho detto altre volte e lo ripeto. Non è una punizione per nessuno, ma nemmeno si può pensare che tocchi per forza a qualcuno. Discutiamo, ma questa è la nostra posizione. Vedremo tutti quanti insieme la candidatura: io penso – ha concluso Oddati – che questo lavoro debba essere fatto qui in Calabria con tutto il territorio con il gruppo dirigente calabrese, con la società calabrese, non possiamo decidere dall’altro, ma siamo qui per fare questo lavoro insieme”.