Disabili: Ferrara (M5S), necessaria etichetta per ciechi su prodotti

Catanzaro – «Scegliere e consumare in maniera consapevole è un diritto di tutti, ecco perché credo sia fondamentale intraprendere un percorso che promuova a livello europeo l’etichetta accessibile». Lo ha detto l’eurodeputata Laura Ferrara (M5S) che ha incontrato i referenti dell’Unione italiana dei ciechi ed ipovedenti di Cosenza e del CREA sede di Rende “per poter concretizzare – spiega una nota – un progetto di inclusione e di superamento delle barriere invisibili e che da Cosenza potrebbe coinvolgere tutti gli Stati dell’Unione europea. Sono circa 6 milioni i non vedenti dell’Unione europea, una platea di consumatori che si allarga anche fino a 24 milioni di persone se si considera il nucleo familiare in cui è presente una persona con disabilità visiva. Cifre importanti che suggeriscono – continua Ferrara – come garantire il libero accesso e la fruizione delle informazioni necessarie per un consumo consapevole, sia un tema che non può essere più rimandato e che deve essere trattato in sede europea. Nei mesi scorsi – afferma l’europarlamentare – ho partecipato ad un interessante dibattito su “L’etichetta accessibile per superare barriere invisibili”, in cui veniva presentata per la prima volta l’etichetta accessibile dell’olio d’oliva realizzata dal CREA, con il suo centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, in collaborazione con l’Unione non vedenti e ipovedenti di Cosenza, la start up innovativa SISSPRre e l’azienda agricola Olitucci. Grazie al linguaggio braille e alle moderne tecnologie – spiega – è stata realizzata un’etichetta narrante proprio per consentire a chi è affetto da disabilità visiva il libero accesso ed un’agevole fruizione delle informazioni sulla composizione e sulle proprietà dell’olio d’oliva. Da lì si è deciso di intraprendere insieme un percorso affinché l’etichetta accessibile possa diventare la regola e non un’eccezione legata solo ad iniziative singole di produttori virtuosi. Ritengo – conclude – questo un progetto di inclusione sociale, di pari opportunità nonché di educazione alimentare valido e mi inorgoglisce particolarmente il fatto che parta dalla mia amata Calabria».