Calabria: regna l’incertezza; Pd “spaccato” su Rubbettino, M5s diviso

Catanzaro – Sulle elezioni regionali in Calabria continua a regnare l’incertezza. A distanza di poco più di due mesi dal voto – la data, annunciata ma ancora non ufficializzata dal governatore uscente, Mario Oliverio, è il 26 gennaio, in contemporanea con l’Emilia Romagna – né il centrodestra, né il centrosinistra né il Movimento 5 Stelle hanno definito candidati e perimetro delle alleanze, confermando al loro interno l’esistenza di divisioni anche profonde e di forti tensioni. In queste ore, a tenere banco è soprattutto la situazione in casa Pd, che ha detto no alla ricandidatura del governatore uscente Oliverio per puntare su un profilo civico, individuato nell’editore Florindo Rubbettino, che nei giorni scorsi ha anche incontrato il segretario democrat Nicola Zingaretti: Rubbettino si è riservato alcuni giorni per sciogliere la riserva sulla sua candidatura, alla guida di un’aggregazione che secondo l’editore, nel caso di accettazione della proposta, dovrà avere un tratto prettamente civico, ma sul suo nome in queste ore si sta consumando un vero e proprio scontro frontale nel Pd regionale, al punto che oltre 100 circoli hanno scritto a Zingaretti per dire no a Rubbettino e per richiedere le primarie per la selezione del candidato alla presidenza della Regione. E’ evidente la frattura tra i democrat calabresi, determinata dalla “resistenza” del governatore uscente Oliverio, che, forte del sostegno non solo di parte del Pd ma anche di alcune sigle di centrosinistra, resta fermo nella sua intenzione di ricandidarsi. Inoltre, il Pd in queste ore sta sempre più prendendo atto dell’impossibilità di realizzare, alle Regionali in Calabria, l’alleanza sperimentata – con esito negativo, peraltro – in Umbria: una possibilità sin da subito apparsa difficile da concretizzare ma adesso definitivamente tramontata alla luce del no ormai praticamente assoluto dei pentastellati.

 

 

Nel campo del centrosinistra, inoltre, resta da decifrare l’atteggiamento dei renziani di “Italia Viva”, che comunque escludono la presentazione di una propria lista alle Regionali ed escludono il sostegno a Oliverio, dicendo di essere interessati soltanto a proposte di vero rinnovamento. Quadro molto confuso, comunque, anche nel Movimento 5 Stelle: un’area del M5s infatti nei giorni scorsi, visto il negativo precedente in Umbria, ha proposto una sorta di “disimpegno” in Calabria, scontrandosi con un’area maggioritaria che invece ritiene opportuno scendere in campo con una lista, con il simbolo e con un candidato governatore anche in Calabria, puntando sull’alleanza con altre liste civiche. La scelta finale è attesa agli inizi della prossima settimana, al termine di un nuovo vertice tra i parlamentari portavoce calabresi e il capo politico del M5s Gigi Di Maio, ma nel Movimento c’ anche un altro fronte polemico, quello suscitato dalla deputata Dalila Nesci, che ha riproposto la sua candidatura trovando però l’opposizione del collega Paolo Parentela, coordinatore della campagna elettorale in Calabria, per il quale sono inderogabili le regole interne al movimento che impediscono la candidatura degli eletti. In questa fase, peraltro, non sorride nemmeno il centrodestra, che sta vivendo una fase di impasse nella scelta del candidato governatore dopo il veto della Lega nei confronti del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, designato dai coordinamenti nazionale e regionale di Forza Italia ma osteggiato dai salviniani, anche per il suo coinvolgimento in alcune inchieste giudiziarie, e non sostenuto nemmeno da Fratelli d’Italia. In Calabria, l’indicazione del candidato presidente della Regione per il centrodestra spetta comunque a Forza Italia, che sta valutando ipotesi alternative a Mario Occhiuto, compresa quella del fratello Roberto, vicecapogruppo forzista alla Camera, ma tra i “papabili” c’è anche il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ben visto dalla Lega. Nei prossimi giorni si attende, tra i leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e della Lega Matteo Salvini, una nuova interlocuzione, ritenuta quella decisiva da ambienti del centrodestra calabrese. Ma intanto il dato è che le Regionali sono ancora, sostanzialmente, una grande “nebulosa”, che avvolge gli schieramenti in un’incertezza che, a memoria della maggioranza degli analisti politici, non è mai stata cosi profonda in Calabria a così poca distanza dal voto. Tanto è vero che, a poco più di due mesi dal voto, gli unici punti fermi sono le candidature, in autonomia, del geologo Carlo Tansi, già direttore della Protezione civile della Regione Calabria, che guiderà la lista “Tesoro Calabria”, e di Giuseppe Nucera, già presidente di Confindustria di Reggio Calabria, che correrà con “La Calabria che vogliamo”.