Piersanti Mattarella: Tassone (Cdu), ferita ancora aperta

Catanzaro – “Oggi avvertiamo l’attualità di un monito di difendere le istituzioni democratiche”. Lo afferma il segretario del Nuovo Cdu, Mario Tassone, ricordando Piersanti Mattarella nel giorno del 40esimo anniversario dell’uccisione del presidente della Regione siciliana. “Un dolore immenso per la perdita di un amico carissimo con il quale – sostiene Tassone – avevamo condiviso un percorso di impegno politico e civile. In questo giorno vi saranno le commemorazioni ufficiali. Con il passare degli anni bisogna evitare che vinca la ritualità che sconfina nella retorica”. Secondo Tassone, che all’epoca della morte del presidente della Regione siciliana era un giovane parlamentare della Dc, “l’assassinio di Mattarella è una ferita ancora aperta. I responsabili non hanno un volto. I misteri coprono compiacenze consolidate, disegni perversi ed eversivi. Fu la mafia ad uccidere Mattarella interessata a bloccare il suo progetto di ‘pulizia’. Rimangono in piedi ipotesi di coinvolgimento di formazioni politiche che pensavano di arrestare i processi di democrazia portati avanti con coraggio da Piersanti Mattarella. Oggi ricordiamo il martirio di un uomo giusto. Oggi – aggiunge il segretario del Nuovo Cdu – avvertiamo l’attualità di un monito di difendere le istituzioni democratiche. Dal ricordo di un momento tragico deve nascere un impegno forte per recuperare il disegno di giustizia di Mattarella, dove i pensieri forti prevalgano sul vociare di una folta schiera di giullari e acrobati senza idee. La sfida per la democrazia e la libertà – conclude Tassone – trova linfa nel segno di quella tragedia che si consumò 40 anni fa a Palermo”.