Caso Cotticelli: adesso basta, l’indignazione è pari solo al voltastomaco!

Catanzaro – “Non ci sono mezzi termini da usare. Quel che è venuto fuori dall’intervista a Saverio Cotticelli nella trasmissione televisiva “Titolo Quinto” dell’altra sera non è solo un qualcosa che indigna profondamente ma accende rabbia e ripugnanza verso chi con una criminale superficialità ha offeso e offende tutt’ora la terra e la gente calabrese.”
Questa la prima reazione del Segretario Generale UGL Calabria, Ornella Cuzzupi, alla visione dell’intervista, imbarazzante e inconcepibile, fatta al Commissario per la Sanità in Calabria, Saverio Cotticelli, dove si evidenzia l’assoluta impreparazione del vertice sanitario accompagnato da una totale confusione sul “chi deve fare cosa”!
“Questa è la prova – continua Cuzzupi – che la nostra terra è considerata qualcosa di secondario e poco rilevante. L’assoluta sprovvedutezza del vertice della Sanità in questo momento è la più grave delle sconfitte per lo Stato ed è l’emblema di quanto la gente calabrese non sia per nulla considerata. Qui si tratta di vita o di morte e, dobbiamo prenderne atto, si è del tutto impreparati all’evenienza. Donne, uomini, bambini che lottano ogni giorno per tirare avanti che, persino nell’aspetto più delicato di questi decenni: il Covid19, appaiono abbandonati a se stessi.”
Ma il grido di allarme e di dolore di Ornella Cuzzupi per la sua terra non si ferma all’indignazione: “Basta! È il momento in cui le forze sane, pulite, vere del territorio facciano sentire la propria voce. Noi dell’UGL Calabria, in prima persona chi parla, chiediamo un urgente incontro con la Presidenza della Regione al fine di aver chiara la reale situazione sanitaria e individuare tutte le iniziative necessarie ed opportune a difesa della salute pubblica e della nostra gente. Nel contempo ci rivolgiamo al Ministro Speranza per chieder conto di quanto succede e sapere in che modo si intende portare aventi il piano necessario per salvaguardare la Calabria. Noi le idee chiare le abbiamo e siamo pronti a rimboccarci le maniche per la nostra terra!”