Lamezia Terme, 28 marzo 2026 – Si registra un forte scossone politico all’interno della Lega lametina e della Giunta comunale di Lamezia Terme. Dopo le pressanti insistenze dei vertici locali del partito, il Sindaco Mario Murone è stato costretto a revocare la fiducia all’assessore Antonietta D’Amico.
Eletta in Consiglio comunale con 420 voti in quota Lega, la D’Amico si era successivamente dimessa dalla carica elettiva per entrare nell’esecutivo, lasciando il posto in aula al primo dei non eletti, Carmine Villella. L’ex assessore, già commissario cittadino del partito, consigliera nella precedente legislatura e figura di primo piano tra i papabili candidati a sindaco, ha spiegato il proprio punto di vista in una conferenza stampa carica di amarezza e delusione, annunciando l’addio al partito di Salvini dopo una lunga militanza.
“Mi prenderò una pausa, ma sicuramente lascerò la Lega”. Con queste parole Antonietta D’Amico ha aperto l’incontro presso il Chiostro di San Domenico, convocato per chiarire i contorni della vicenda che ha portato alla sua uscita dalla Giunta.
Al centro del provvedimento vi è la motivazione ufficiale della “perdita di fiducia” da parte del primo cittadino. Una decisione inaspettata per la D’Amico, la quale ha ribadito di non aver mai tradito il rapporto con il Sindaco e di essersi rifiutata di rassegnare dimissioni spontanee nonostante le forti pressioni ricevute dal partito. In merito ai contenuti secretati presenti nel decreto di revoca, l’ex assessore ha smentito categoricamente le voci su una presunta diffusione di un audio privato del Sindaco, definendo tale accostamento “pretestuoso”.
Sul piano amministrativo, la frattura insanabile con il gruppo consiliare della Lega si è consumata sulla gestione dei fondi per le bonifiche del territorio. La posizione di D’Amico: Ha sostenuto l’atto di Giunta che destinava gli interventi alle aree di Scordovillo e Ciampa di Cavallo, ritenute prioritarie per criticità ambientale. La posizione della Lega: I consiglieri spingevano per una differente distribuzione delle risorse verso altre zone, tra cui l’area di Caronte. Questa divergenza ha alimentato le tensioni interne, portando all’accusa rivolta alla D’Amico di essere ormai “dalla parte del Sindaco” e rendendo le incompatibilità operative del tutto “inconciliabili”.
Un passaggio particolarmente sofferto della conferenza ha riguardato il trattamento ricevuto dai vertici del partito. Ricordando il proprio percorso, D’Amico ha sottolineato con orgoglio di essersi “sempre data al partito”.
Tuttavia, l’ex assessore ha denunciato una totale assenza di tutele, evidenziando come la dirigenza sia “completamente sparita” nel momento del bisogno. Secondo la sua analisi, il partito avrebbe preferito favorire figure avvicinatesi alla Lega “solo nella fase elettorale”.
Pur senza fare nomi, il riferimento politico appare chiaro: l’avvicendamento in Giunta con un’altra esponente femminile rappresenta per la D’Amico una sostituzione che ha mortificato anni di militanza in favore di dinamiche dell’ultimo minuto.










